Le montagne mi fanno “Ciao”

Arrivare a Torino in una giornata di cielo terso può regalare una bella emozione. Le montagne imbiancate si stagliano imponenti all’orizzonte e lo sguardo rimane fisso per un buon numero di minuti, al di là del finestrino. Un bel modo di salutare il Lunedì, sempre bistrattato e accusato di essere il peggiore dei mali. Il processo di normalizzazione investe il campo delle reazioni emotive, anche quelle più comuni di dissenso e disprezzo; vedi appunto l’inizio di una nuova settimana. Che paura potrebbe fare, quando si è sereni e anche il più monotono dei fine settimana, non lascia alcun segno. Ricomincio da un cielo azzurro e da una carrozza finalmente tiepida, tuttavia ancora troppo “fresca” per farmi abbandonare a quel poco di sonno che mi è rimasto. “Si legge, traspare dai post in clima con l’ambiente Facebook”; qualcuno ha notato una piccola sfumatura nelle parole, e (chi mi vede ogni giorno) anche nei gesti. Sono più “semplice”. Ho ancora qualcosa da dire, un passo da compiere ma ho deciso di tenerlo ben custodito in un luogo segreto; sto aspettando che, chi so io, faccia la stessa cosa. Magari sbaglio, ma voglio trattarmi come si tratta un oggetto di cristallo; aspettare in questo caso non è dannoso e sono certo mi tornerà utile. Quante volte nella vita abbiamo aspettato a dire qualcosa, sperando arrivasse dagli altri? Basterebbe contare il numero di occasioni mancate, per il solo non voler rovinare tutto; una buona parte di esse ora ha un solo nome : rimpianto. Chi usa (troppo) il cervello dovrebbe avere migliaia di sensi di colpa per non aver fatto questo o detto quello, ma la stessa ragione viene in soccorso annientandoli: tutto torna, come in un perfetto registro del ragioniere. Dare e avere. Di questo stato di grazia voglio approfittare alimentandolo di pensieri positivi, attese magari stupide, paure che si fanno piano piano sicurezze. E’ il rapporto con l’altro a mettermi sempre in ambasce. Gli eventi di fine anno mi hanno fortemente colpito, svuotato, mettendomi di fronte a colpe che, in alcuni casi, avevano il carattere della verità. Mi sto rinnovando sotto il profilo della riservatezza. Voglio essere discreto, affabile e affidabile. Non lo faccio per gli altri, sarebbe un errore imperdonabile; loro, nella maggior parte dei casi, vorrebbero tu fossi come a loro aggrada in quel determinato momento. Io voglio piacermi sempre e comunque. Ci credo, rebus sic stantibus, ci credo.

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