Che c’azzecchi ?

Durante la settimana che si è appena conclusa sono andato in pausa pranzo con alcuni giovani colleghi ( dai 25 ai 35 anni ). Ciò in alcuni casi, ha scatenato una buona dose di scontata e dozzinale ironia. “Che ci fai in mezzo a loro?” oppure: “La verità è che vai con loro per sentirti giovane”. Qualcuno dei miei compagni di pausa ha preso le mie difese dicendo: “Enzo non ha età”. Il contesto è già di per sé di quelli che non contribuiscono alla valorizzazione del singolo; aggiungiamoci quel tanto che basta di (poco) sana invidia, alimentata dall’inutile spirito competitivo che regna tra certi colleghi. Il gioco è fatto. Io però resto un uomo che fa del luogo di lavoro una scatola stretta nella quale ho imparato a respirare e a muovermi distintamente. Alcuni invece ne fanno il proprio (unico) mondo e lì gettano tutto quel che hanno. Sentimenti strani, a me incomprensibili. Quando ricevo battute di questo tipo ne bypasso il contenuto concettuale e getto quel poco di attenzione che meritano, su chi le pronuncia. Avete presente le palline magiche che si acquistavano con 20 lire alle macchinette vicino ai bar? Ecco, il sarcasmo da quattro soldi è come una pallina magica: salta, salta, salta. E più la spingi forte a terra, più salta. Così le parole delle persone che non stimo, rimbalzano, senza mai colpirmi. Provo a soffermarmi sulla sostanza di quelle frasi. Io sarei un pesce fuor d’acqua, ed il mio voler stare in mezzo ai giovani mi renderebbe ridicolo, fuori luogo e illuso. Io ci sto bene, è normale che forse non potrò condividere molte delle loro cose, ma la pausa pranzo non mi sembra un delitto. Questo spirito di uomo mai cresciuto non mi fa percepire la differenza di età e probabilmente non è qualcosa di cui andare fieri. Fare l’eterno ragazzino ad un certo punto è fuori moda. Quel che più mi fa sorridere di tutto questo è proprio l’invidia di coloro che forse, vorrebbero liberarsi di molte catene cui io fortunatamente non mi sento legato. Prima fra tutte, l’idea che esista un’età per ogni cosa. Non lo penso e non intendo pensarlo. E poi, se veramente io mi ritenessi privilegiato ad essere svincolato da impegni, senza una famiglia propria, indipendente economicamente, giovane o almeno giovanile, pensate che starei qui a riempire i fogli di seghe mentali? Mi sono fermato ad almeno dieci anni fa, quando anche la mia vita sociale si è fermata. E permane un desiderio di recupero che sarà anacronistico ma è ciò che mi tiene vivo, fuori moda, fuori tempo, ridicolo. E, scusate, non me ne vergogno. “Ah, e tu che c’entri con loro?”. Magari nulla, ma voi c’entrate benissimo con un mondo che vi vuole schiavi della vostra ipocrita voglia di uguaglianza. Ho esagerato, vero? Scrivere un articolo per una stupida serie di battute mi è sembrato eccessivo, ma io sento di appartenere ancora a quella parte di vita che mi è scivolata dalle mani. Ed io dov’ero?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...