Vento a favore

Mille progetti in testa in una fredda mattina di Febbraio. Dentro scorrono immagini e scenari tiepidi come il sole che sai, da lì a poco arriverà. Intanto passeggio giocando a stare in equilibrio sulla linea gialla. La solita, eterna contraddizione tra ciò che sei e vorresti essere, quello che desideri e che ti viene restituito. Non tornano i conti, almeno sul marciapiede del binario, un attimo prima che il carro bestiame passi a raccoglierti. Non ho voglia di andare a lavorare, chi me lo fa fare, quanto tempo sto perdendo. Anche voi, ve ne rendete conto? Intavolo un dialogo immaginario con i miei compagni di sventura; stiamo vivendo oppure siamo alla mercé del capo dei capi? Chi è? Perché siamo qui? Ora ditemi sinceramente cosa pensate di uno che si lascia andare a certi discorsi, dai. Non riesco ad evitare di assorbire lo stato di malessere che a volte mi provoca la riflessione. Soffro di una dannata empatia che invece di spingermi verso gli altri, mi induce a conoscere me stesso, a riconoscermi e a soffrire per ciò che vedo e sento. E’ un destino nel destino. Il Mercoledì non mi è congeniale e si è capito. Stamattina sono scivolato su quei pensieri che sembrano annullare ogni velleità di sopravvivenza. Stare bene è pur sempre il risultato di un compromesso con la vita e le sue regole; quando però la ragione riprende quota, tutto appare disastrosamente programmato per fotterci. Vittime di un gioco crudele, alla ricerca di una felicità che dobbiamo costruirci mentre qualcuno, di nascosto, la sta distruggendo. Il tempo, le regole, l’irrazionale. Abbandono la strada tortuosa nella quale mi sono infilato e mi appresto a percorrere l’altro lato della montagna, in discesa. Mercoledì come metafora del mio stato attuale: sono in cima e non mi resta altro che lasciarmi scivolare a valle, spinto anche un po’ dal vento. Ma là in alto non so starci, ho bisogno di muovermi e di non sentirmi mai arrivato. Di questi tempi mi riconosco curioso. Di una voglia di conoscermi che è più forte che mai. Ed è questo il mio vento. Se sento di stare bene probabilmente tutto questo traspare, almeno agli occhi e al cuore di chi è interessato al protagonista del film. Ricordate la storia dello spettacolo di qualche articolo fa? Sto debordando. Mi basta il sole di questa giornata e il ritorno a casa, più calore di così non posso chiedere. Quando la ragione si fa viva non è sempre un bene e allora che sia la benvenuta questa voglia di scendere dalla montagna. La mia curiosità, il mio vento a favore.

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