Quasi normale

Non posso certo lamentarmi. Tutto nasce da dentro perché fuori non è mai cambiato niente, si tratti di lavoro o delle briciole di vita che mi riservano i giorni del fine settimana. Niente di diverso da qualche mese fa, solo una mente sempre più somigliante a quella dell’uomo normale. Anche oggi non ero sicuro di fare una buona cosa lasciando scorrere un po’ di pensieri sul foglio. Non sono stimolato a farlo perché se non c’è nulla dentro, nulla può essere scritto qui. Forse che tutti gli uomini normali sentono l’esigenza di scrivere della loro semplicità? O del fatto che in alcuni momenti si sentono addirittura felici? Certo che no. Ma io vengo da una anormalità di lungo corso, passando per l’introspezione come missione, fino alla ricerca di un senso alla vita. Non mi sento uguale agli uomini normali. Questa fase mi rende molto simile a loro ma da qui a definirmi soggetto non pensante o superficiale, di strada ce n’è molta da fare. Non punto all’azzeramento delle facoltà analitiche, vorrei essere solo capace di non rinunciare alla scrittura senza ( per questo ) dover avere un’attività interiore intensa. Questo Sabato sera è assolutamente identico a tutti quelli che lo hanno preceduto da anni ormai; è lui ad aver perso la forza, non io. Non è il mondo esterno a condizionarmi negativamente o a ricordarmi che sono solo, nemmeno un’altra serata buttata nel cesso può farlo. Io sto maturando e procedendo sulla strada giusta che non è quella della rassegnazione. E’ abbastanza pericoloso convincersi del fatto che non avere amici o una vita sociale rappresenti la normalità, se affrontata con criterio. Sono sicuro che non sto reprimendo nulla e che le possibilità di una esplosione di rabbia siano ridotte al lumicino. Non fingo di non sapere o di non vedere; le problematiche sono molteplici e coinvolgono la psiche, le paure, i rapporti. Posso permettermi di doverle ancora affrontare con le teorie? Se esistesse una soluzione unica non sarebbe male: uscire o condividere esperienze non è detto che risolva i problemi, organizzarmi una vacanza da solo non significa che io abbia superato definitivamente la fase peggiore. La verità è che non esiste un muro oltre il quale tutto cambia ed il passato finisce con l’essere dimenticato; mi riferisco ad un momento preciso legato ad una decisione o ad una scelta. Non mi accorgerò di aver virato verso la giusta rotta se non quando ne sarò consapevole dentro. Non cambiano le cose, mutano le consapevolezze, gli approcci, i punti di vista. E’ questa la vera evoluzione. Ammesso e non concesso che si debba lavorare per piacere agli altri od essere voluti bene, io ora ho recuperato alla grande. E se decidi di volermi, davvero non te ne pentirai. Non so essere un buon amico, ma mi accetterai. Credi a me.

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2 comments

  1. Cercando sempre le risposte migliori, quelle concrete, hai ben dato un senso alla tua vita.
    Hai scelto di non condividere la superficialità, la leggerezza di chi galleggia in superficie senza voler mai toccare il fondo, hai scelto ciò che ti fa star bene ignorando i giudizi.
    Un abbraccio
    Affy

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    1. Parole davvero intense e rappresentative del mio pensiero Affy. Non è così facile descrivere la serenità, a volte è meglio viverla e basta. Ma come sai, a me le cose semplici non piacciono. Un abbraccio e buona serata.
      Enzo

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