Ordine e silenzio

Questo fine settimana è stato a dir poco indaffarato. Colpa della mia solita mania di avere tutto sotto controllo e di predisporre adeguatamente il terreno prima di iniziare qualcosa. Sto facendo spazio per creare un angolo dedicato ai miei due hobbies: la fotografia e la bicicletta. In previsione della nuova stagione ho fatto qualche acquisto che non testerò finché tutto non sarà al proprio posto. Non ci posso far nulla, fa parte del mio modo di essere. Così, fra un allenamento e l’altro in palestra, ho destinato molte ore di questo weekend alle pulizie. Inutile dire che sono stanco ma soprattutto, soddisfatto. Questione mentale. Le giornate là fuori sono splendide e sono sicuro ci sarà un tempo anche per godermi la bellezza del primo sole tiepido del pomeriggio o di qualche passeggiata senza cappello o giubbotto. Dunque sono ancora in fase di trasloco mentale e materiale. E’ assurdo procedere secondo schemi che a tutto servono meno che a farti godere il presente. C’è ancora molta strada da fare. Carpe diem? Beh, ditemi voi se non è così: di ogni giorno non faccio che afferrare l’essenza o meglio l’inutilità. Mi riferisco alla gran parte del tempo che mi tocca trascorrere in viaggio oppure in ufficio. Si, acchiappo, ma al solo scopo di non pensare a quello che sto perdendo. Sappiamo che se ci fermiamo a ragionare bene, quella consistente parte di vita che dobbiamo dedicare al lavoro è il bene più prezioso e noi lo dissipiamo. Chi vorrebbe condividere l’ottanta percento di ogni singolo giorno con colleghi rompiscatole, pratiche burocratiche, modi di pensare e ragionare (?) lontani centinaia di chilometri dal proprio. Nessuno, vero? Non ci resta che un weekend. Ore che scorrono veloci o lentissime e nel mio caso in buona compagnia: parlo del silenzio. Stare a contatto con la gente per quasi sessanta ore alla settimana è disumano, normale che si voglia solo condividere con se stessi. E se qualcuno vorrà propormi qualcosa, sarà ben accetto; quel che conta è non buttare nel cesso le poche ore di libertà. A pranzo parlavo con mia madre di vacanze, giusto per liberare la mente dai progetti su questo o quell’armadio da spostare. Vorrei, le confidavo, trascorrere una vacanza perfetta. Le ferie sono un ottimo test per verificare i progressi: ho bisogno di catturare la libertà nella sua essenza, senza forzature o compromessi. Può darsi che mi muoverò da solo e sarebbe la prima volta. Chissà. Credo che sia il momento di preparare le cose per la nuova settimana. Sono soddisfatto, prosegue la serie positiva. Il terreno è pronto, proviamo ad acchiappare qualcosa di buono.

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5 comments

  1. Si potesse vivere senza lavorare sarebbe il massimo, purtroppo ogni discorso cade, tanto vale goderci serenamente il tempo che abbiamo a disposizione possibilmente senza farci troppo male.
    Un abbraccio
    Affy

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      1. E’ vero il tempo “buono” è poco, sto imparando anch’io a goderne per come è giusto. Per quanto riguarda il lavoro cerco di arginare il più possibile colleghi e situazioni spiacevoli.
        Un abbraccio a te Enzo 🙂

        Liked by 1 persona

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