L’equilibrista

Di fatto sta per iniziare un periodo di quelli in cui hai bisogno di stilare un elenco delle cose da fare e quelle da evitare assolutamente. Non è la prima volta che la paura per la salute di un tuo caro entra in questa casa e,come già accadde tempo fa, so bene che la strada da percorrere ha un nome ben preciso: palle. Perdonate la scivolata un po’ burina, ma avevo bisogno di rendere l’idea. Nei prossimi articoli di questo diario non si farà mai menzione né della persona, né del problema ma l’intento (ancora una volta) è quello di lasciare un segno della evoluzione di chi scrive. Emozioni, sensazioni, paure, punti forti e debolezze. Il tutto nel solito linguaggio criptico, che tutto dice senza dire nulla. Un nuovo test, la possibilità che qualcuno mi sta offrendo, mascherandola con la veste di qualcosa che fa parte della vita e che ognuno prima o poi si trova a dover affrontare. Nel post facebookiano di ieri, congedandomi dal popolo virtuale lasciavo questo piccolo pensiero: “ Equilibri inaspettati, voluti ed incoraggianti”. Stare in bilico sul precipizio per chi come il sottoscritto soffre di vertigini, è terribile; tuttavia nel masochismo si nasconde una buona dose di coraggio unita ad una istintiva passione per il rischio. Caratteristiche che ho sempre pensato non mi appartenessero e che invece, ora più che mai, sento mie. Nel procedere incerto sul cornicione della vita riscopro capacità incredibili di equilibrio. Sempre e solo merito della mente? In questo gioco alla sopravvivenza ben poco collabora il cuore, quasi mai avvezzo alle lotte che richiedono forza e determinazione. Non è il sentimento a tirarti fuori dai guai, a trasformarti in una macchina da guerra capace di sconfiggere i nemici. Equilibrio e poi positività. Positività? Io? E che c’azzecca con me? C’entra, c’entra. Perché mi ritrovo bravissimo a non avventurarmi nella profondità dell’inconscio dove da tempo albergano paure e tortuose strade che portano ad altrettanti vicoli ciechi. Ho bisogno di coltivare qualcosa di diverso su quel terreno dove fino a poco tempo fa, cresceva solo auto commiserazione e desiderio di appigliarsi ad un qualsiasi scoglio. Palle e isolamento mentale dalle cose che diventano inevitabilmente di second’ordine: vedi il lavoro. E poi, ancora più importante, una buona dose di sobrietà, discrezione, riservatezza. Questo foglio dovrebbe essere l’unico amico cui confidare qualcosa di più; così facendo non vorrei correre il rischio di piegarmi sulle solite nenie o finire per sfuggire allo scopo: lavorare su me, attraverso l’osservazione degli eventi. Intanto, palle. Non c’è altro modo.

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