A cento all’ora

Ogni articolo di questo blog rappresenta tutta l’incapacità di sganciarsi dal proprio Io desideroso di comunicare. Un’ipotetica missione e la convinzione di esistere anche grazie alla presenza, in qualche modo comunicata al mondo. La più netta contraddizione per chi è dannatamente in astio con ciò che lo circonda e non vorrebbe mai cercare conferme o certezze negli altri. Riflettevo su quello che ogni singola volta mi spinge a scrivere qualcosa, ben sapendo di non aver nulla da comunicare. Anche la più analitica e riflessiva delle persone prima o poi, a furia di scavare finisce con il raschiare il fondo del barile. Cosa mai dovrei ancora cercare dentro di me? E a che scopo? Ho davvero ancora bisogno di quell’amico virtuale sul quale rovesciare le mie paturnie? Non vorrei sputare sul piatto dove mangio magari storcendo un po’ il naso, assuefatto dall’abitudine e dalle mie stesse parole. Provo ad affidarmi al mio vero ed unico amico: il cervello. Ragiono e concludo che a nessuno potrebbe mai importare di come sto, figuriamoci delle variazioni impercettibili della mia coscienza. Ragiono ancora: i fogli aiutano a conoscere una persona imponendo tempi lenti ed è per questo che li uso, cercando di attirare l’attenzione di quelli che appartengono ad un’altra dimensione. Chi arriva qui, probabilmente ama il confronto e non si duole a dare tempo ai bisognosi di comunicare. Se vivi una vita a 100 all’ora, la testa trapanata da rumori di fondo e parole di cui non sai che fare, ad un certo punto inchiodi e ti lasci pervadere dal silenzio e dalla convinzione che qualcuno riesca a sentirti. Perché la serenità non può prescindere dall’altro; non mi riferisco alla presenza fisica, quantomeno dall’idea di qualcuno che cammini sul tuo stesso filo sospeso nel vuoto. Mai, dico mai, in questi mesi di benessere ho dimenticato i momenti bui e ancor meno ho rimosso la facilità con cui si può cadere. Tutto è sotto controllo e probabilmente è questa la ragione che mi allontana da qui, trascinandomi verso la vita. Sarebbe bello tornarci dopo tanto tempo e provare a raccontare ciò che realmente sta accadendo là fuori. La vita! Si, sono alla frutta, domani non scriverò e magari neanche dopodomani. Se riesco a superare quest’ultimo ostacolo, ne sarò felice. Spero di non smentirmi.

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7 comments

    1. Cara Marta, scrivere è un vizio bellissimo. Ma sentire di farlo per abitudine non mi piace. Devo scandagliare, ritrovare nuovi motivi per farlo. E magari domani sarò qui a parlarne! Un abbraccio anche a te 🙂

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