Ad una certa età

Il Martedì mette tutto a posto. Abbandonato ormai il carico emotivo del Lunedì, alla fine di questo giorno tutto si è definitivamente azzerato. Pienamente rientrato nei ranghi, torno la macchina che per qualche giorno ho dimenticato di essere e ricomincio a lamentarmi. Treno in ritardo e tanto lavoro; l’ho presa bene e mi sono imposto di non caricarmi di tensioni superflue, tuttavia alla fine la stanchezza si fa sentire. E molto. Non bisogna guardare al passato ma se lo faccio non è per rimpiangere i bei tempi andati; mi limito ad un confronto con il tempo (per nulla lontano) in cui la forza fisica e la costanza avevano ancora un potere. Mi sento stanco e mi fa incazzare sentirmi dire che è pur sempre l’età. Io so di dare moltissimo, di essere anche masochista perché potrei davvero lasciar perdere con lo sport e l’attività diventando un normalissimo uomo che si lascia andare. Il sacrificio vale o almeno è valso fino ad ora. Non voglio mollare, non ci riuscirei ma temo fortemente di dovermi arrendere piano piano agli anni che passano e rientrare nei ranghi dell’uomo medio. Il ragazzino sta mollando. Questo aspetto di uomo forte e “fisicato”, tosto oppure “spesso” come sono stato definito, mi ha sempre permesso di nascondere bene la fragilità di fondo. Oggi, cedo il passo alla normalità. Almeno, questo è quanto ha detto il Martedì. Domani chissà. Ah, pensate se potessi pedalare tutti i giorni, anche solo per un’ora, se invece di prendere quei maledetti treni rumorosi ed inquinati, mi fosse concesso di respirare la natura. Sarei sempre qui a raccontare di sole, campi, magari nebbia, cieli tersi e freddo che reprime ogni pensiero. Invece no, tutto si riduce alla solita analisi interiore senza capo né coda. Ringrazio i lettori: quelli che non giudicano la qualità od i contenuti ma compiono lo sforzo più importante: capire. Noto che quando mi rapporto con persone che si sforzano di valutare la mia insofferenza ed il disagio latente, mi lascio andare anche dal vivo. Così capita di intavolare discorsi filosofici nel corridoio tra gli uffici e di concentrare in pochi minuti la sostanza del problema. Poi magari non lo risolvi ma ne hai parlato. E stai meglio. Il mio blog è diventato un semplice resoconto, niente da insegnare o in grado di stimolare ulteriori riflessioni. Sono sempre più libero di dire ciò che penso, senza collegamenti. Grazie a voi che mi apprezzate, a prescindere.

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