Passioni (a tempo determinato)

Stamattina era autunno. Anche oggi lo è stato. Freddo e vento a dominare la scena e ora il desiderio di calore domestico, come nella più classica delle giornate invernali. Sono molto soddisfatto di essere quasi arrivato al traguardo della settimana lavorativa senza cedimenti nervosi. So che è patetico accontentarsi di aver conservato sembianze umane, nella speranza poi di affrontare il weekend macinando chilometri od alzando pesi. Rimanendo vivi e lucidi. Ci si adegua ma senza rassegnazione. L’approccio ( lo ripeterò in eterno ) è determinante ma esistono contesti in grado di strapparti ogni velleità; io ho affrontato tutto ricordando il fine esclusivo di ogni azione: stare bene, apparire ancor meglio, pensare a cose belle. Il lavoro mentale è necessario e alla fine lo paghi in termini di frustrazione; insomma mi manca un po’ quel tempo in cui mi sentivo bene e non sapevo darmi una spiegazione. Eppure anche allora, la domanda era: ” Perché sto bene se non c’è motivo alcuno? Sempre a domandarsi qualcosa. Trovo realmente faticoso scrivere, lo confesso. Inizialmente pensavo lo facessi nel posto e al momento sbagliato, poi credevo si trattasse di assenza di ispirazione. Ma quale ispirazione? Non sono poeta, nemmeno scrittore. Dico cosa sento e cosa provo, quasi mai cosa vedo. Sono giunto alla conclusione che sono sereno. La rabbia, almeno quella buona, dov’è finita? Un motivo ci sarà, faccio finta di niente ma scrivere sta diventando un impegno. E allora metto un punto, la finisco di impormi un numero predefinito di righe d riempire e scompaio per poi tornare quando, avvicinarmi al blog sarà un piacere. Ma si può staccare la spina alle passioni? Mi è capitato di riflettere anche sulla bici; si tratta solo di sensazioni, niente di più. Non sto pedalando tanto, ma non ho paura di cedere allo sconforto; non faccio gare con me stesso, non voglio dimostrare a qualcuno di essere forte, niente di tutto ciò. Perché allora smettere di pedalare,basta farlo quando posso. Anche questo è mantenere in vita la passione, no? E’ evidente: sto affrontando una fase comunque delicata, importante, dove la calma e le riflessioni lente sono la soluzione migliore. Anche scrivere frasi sconnesse comprensibili solo all’autore alla fine torna utile e prende senso. Scrivo per me; quando il concetto mi sfugge, improvvisamente non trovo più lo stimolo a farlo. E’ chiaro.

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