Lo strano percorso

La bici è indubbiamente una metafora della vita. E’ sempre troppo tardi per rendersi conto di quanto siamo i primi responsabili del nostro cammino e delle grandi possibilità che ci vengono concesse per divagare, cambiare il percorso, decidere di rendere tutto anche più bello. Io che sono il re incontrastato dell’abitudine, sempre convinto che un luogo sicuro ( ma sempre lo stesso ) in fondo possa bastare, ignoro completamente cosa la vita possa rivelare andando al di là del muro chiamato rischio. Ogni volta che inforco la bici è come se passassi in rassegna i miei tratti caratteristici, lo zoccolo duro della mia personalità, pregi e difetti che fanno di me una persona in eterna contraddizione. Sapevo di essere molto più motivato moralmente e fisicamente e come sempre, mi ero programmato il solito percorso. Il solito. Poi ad un certo punto ho deciso di cambiare, di scegliere la velocità e la progressione costante invece del tratto conosciuto e sicuro. Anche le prestazioni devono correre sul filo della sorpresa, quel tanto di rischio che può metterti di fronte ad una richiesta maggiore di energia ed impegno. L’imprevedibile. Peccato solo che la bici non è la vita e comunque ( o dovunque ) tu scelga di pedalare, lo farai sempre con la convinzione e la passione di chi ama lo sport. Il quotidiano è ben altro. Anche volendoci spingere oltre e pensando alle situazioni o alle fasi della propria esistenza, mai la passione sarà tale e tanta da spingerci al di là del rischio. In amore? Forse. Sul lavoro? Mah. Anche se fosse così, l’eventuale insuccesso sarà deleterio e frustrante le nostre aspettative. Ma non c’è amore, lavoro che tengano di fronte alle cose di cui siamo appassionati; parlo da cerebrale distante anni luce dall’esperienza amorosa concepita come trasporto totale. Per me passione è qualcosa da riversare sulla materia. Le emozioni nascono anche da qui, non per forza dal rapporto umano. Qui volevo arrivare, forse per giustificarmi ma soprattutto per sottolineare i miei punti deboli. Non amo non perché non riesco ma perché non voglio cambiare il percorso sicuro e tracciato. Chi me lo fa fare ad andare oltre, a prendere quella stradina invece della statale così tanto conosciuta. Sto divagando. L’incipit mi frega sempre e mi conduce dove vuole lui. Così mi sono scordato di dire che sono molto soddisfatto dell’uscita di oggi, le gambe andavano forti e io mi sentivo il vento. Basta per ritenermi …felice?

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2 comments

  1. Sì, puoi ritenerti felice per aver fatto un buon percorso in bici, così come desideravi e come rientra nelle tue abitudini che non intendi sovvertire.
    La giornata è stata favorevole, la tua passione è stata soddisfatta.
    Domani è un altro giorno 😉
    Un abbraccio
    Affy

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