Mondi

Vorrei fosse già Venerdì e credo di rappresentare i desideri di ognuno di voi. Io non vedo l’ora di arrivare al weekend solo perché mi sento carico emotivamente e pronto ad un’altra sgroppata sui pedali. Sono stato bravo a gestire ansie e carichi psicologici e questo mi ha consentito di affrontare le prove in totale serenità, la scorsa settimana. Ora sto facendo lo stesso lavoro interiore e vivo della prospettiva di un altro test, un altro motivo di soddisfazione. Mi sto rigenerando a piccoli passi e ho la certezza assoluta che per poter giungere ad un obiettivo, devo sempre sapere gestire l’ansia. Sul posto di lavoro la fatica in questo senso è tanta ma se pensi al beneficio che ti viene restituito, hai tutte le motivazioni per darti da fare. Non è certo la prima volta che mi metto a decantare lo sport, l’attività all’aperto, il sole, le gare con me stesso; nella vita non è forse il caso di fare programmi a lungo termine ma è sufficiente mantenere saldi nel cervello i propositi e l’idea di poter migliorare. Prima di addormentarmi non dimentico mai di tirare le somme della mia eterna battaglia contro il tempo; vinco io o vince lui? Vinco io quando non perdo di vista l’elemento qualità e riesco a fare meno cose, ma bene. Perdo ogni volta che mi ostino ad infilare negli spazi angusti di libertà, tutto il possibile. Finisce che manca l’aria e si fa un gran casino. Mi tocca ricordare a me stesso di come certe battaglie siano figlie della solitudine; tutto nasce da lì e dalla mancanza di un dialogo vero con l’esterno. Le occasioni di divertimento puro, svincolato dalle passioni in solitario, sono rarissime, nulle direi. Dunque nel piccolo mondo si cerca di far quadrare i conti affinché tutto sia a posto per affrontare il grande mondo. Chissà quando capiterà e se quel lavoro che porto avanti da cinque anni, prima o poi sarà solo un ricordo. Un diario, più di mille articoli, una vita nella vita, l’illusione della perfezione, l’attesa di ciò che non vuoi. Per quanto ancora potrò giustificarmi definendomi il re delle contraddizioni? Dal momento che nessuno è perfetto, potrei farlo ancora per altri anni. E se i contrasti interiori nascessero proprio dallo scrivere e dalla volontà di congelare tutto? Se i pensieri scorressero come le ore del giorno e non ci badassimo, rassegnandoci all’ineluttabile, staremmo meglio. Oppure no?

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