Il treno del Venerdì

I pensieri scorrono via come i campi e le colline al di là del finestrino. Immagini che amo definire “morbide” come abbracci familiari, mentre il treno del Venerdì chiude un’altra settimana. Mi piace il colore del grano a Maggio quando ondeggia al ritmo del vento e si incastra con il giallo delle balle di fieno; poi le strade che si inerpicano e non hai il tempo di capire dove vanno a finire. Corre questo treno e una volta tanto anche lui pare avere fretta di arrivare, proprio come me. Fare il pendolare ha un sapore diverso, stagione dopo stagione. In estate sul treno ci stai sempre meno volentieri, forse perché la luce ti tiene sveglio ed il tempo sembra non passare mai. D’inverno non vorresti mai scendere, sempre che la fortuna ti assiste regalandoti una carrozza calda. Fare il pendolare non è bello, toglie vita, brucia i neuroni; altro che socializzazione, incontri, tempo che si può impiegare facendo varie cose. Tutte balle. Le cose che ci piacciono le vorremmo fare altrove, magari (come nel mio caso) nella quasi totale solitudine. Non mi resta che assorbire un po’ della luce delle due di pomeriggio; sensazione strana quella di tornare a casa alla fine della settimana lavorativa. Ti passa davanti tutto (o niente) dei giorni in ufficio e hai l’occasione di riprendere coscienza delle cose vere, importanti. Anche solo osservare la campagna dal finestrino riconcilia con il ritorno alla vita autentica. Ci vuole sempre molta pazienza. Io non ne ho molta oppure ne ho tantissima. Mi spiego meglio: la perdo facilmente nelle situazioni che mi fanno perdere tempo, ne ho un’infinità quando si tratta di voler capire l’umano, studiandolo, parlandone. Non ottengo alcun riscontro ma credo sia importante per evidenziare i propri limiti e provare ad abbatterli. Mi è capitato di sognare una persona come tante di quelle conosciute in rete; mai vista dal vivo, solo qualche chiacchiera telefonica. Poi si è persa, l’ho persa, ci siamo persi. Stamattina ci riflettevo e mi sono chiesto se questa dannata velocità che domina gli approcci e i giudizi ci assolva completamente da ogni condotta impropria. Non abbiamo tempo e non possiamo dare quanto e come vogliamo. Perché allora crucciarsi. I pensieri scorrono morbidi e morbido è il mio approccio alla gente. Ieri sostenevo di essere fatto per l’isolamento e lo ribadisco. Non sono fatto per le relazioni, i gruppi, il caos, ma sono sicuramente migliorato nella capacità di considerare l’eccezione. Non costa nulla provare a poggiare il piede sul freno. Chi vuole fermarsi con me è sempre ben accetto.

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