Cambio di rotta

Alla fine non mi fermo mai. Il fine settimana non è un’ interruzione delle attività cerebrali o fisiche. Forse non avrò per le mani pratiche noiose e incasinate da sbrigare ma non riesco ad immaginarmi spento, coricato su di un letto a poltrire, facendo zapping tra programmi noiosi. No, niente di tutto ciò. Questa mattina la sveglia biologica è suonata alle cinque e trenta. Maledizione. Non c’è verso di riaddormentarmi, colpa della luce e del bioritmo che cambia in estate. Così, anche oggi mi sono dato da fare, quasi mai cercando il letto per tirare il fiato, aiutando i miei, facendo pesi, mettendo in ordine, preparando l’uscita di domani. Mi rendo conto che una buona parte di persone è in grado di vivere bene, fregandosene il giusto dell’organizzazione e di certi “appuntamenti” abitudinari cui invece io non riesco a sfuggire. Quella buona fetta di gente è oggetto di tutta la mia invidia. Ancor prima di pensarci, ha già fatto quello che io mi programmo magari ore o giorni prima. Non soffro d’insonnia ma penso che le mie ore risicate di sonno siano legate al fatto che sono iperattivo e ansiogeno. Mio malgrado ho molto più tempo di altri e la sfiga vuole che lo utilizzi male, perdendomi nei dettagli e lasciando poco spazio all’azione. Rientro al lavoro Mercoledì; questo vuol dire più tempo a disposizione per me: ma sarà poi vero? Forse. Farò una gita al mare Lunedì e la cosa mi predispone molto bene; non amo la Liguria ( almeno il suo mare ) ma è pur sempre la meta più vicina. Ivano Fossati in una sua canzone diceva “ Fin da Alessandria si sente il mare, dietro una curva improvvisamente il mare”. Camogli è uno dei miei luoghi preferiti; ci torno ogni anno, ma non per abitudine consolidata. Mi piace proprio, un po’ come Vernazza, una delle Cinque Terre. Porterò la reflex, lo zainetto, occhiali da sole e bermuda. Porterò soprattutto una grande voglia di libertà. Dopo centinaia di rotte verso Nord ecco finalmente il treno per il mare. Anche una gita apparentemente semplice ed innocua però, non è mai lasciata all’improvvisazione. Pazienza, prendo atto che non chi nasce quadrato non muore rotondo anche se, nel frattempo potrebbe assumere forme diverse, impegnandosi a capire che si può vivere meglio, senza le catene del “tutto sotto controllo”. Non resta che affidarsi alla notte: lei rompe le catene e libera dalla schiavitù del tempo.

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