Ci vorrebbe il mare (sempre)

Pensavo fosse amore invece era un casino. Un grande casino. La gitarella “mordi e fuggi” non è proprio la mia passione; si sa, non sono amante della folla e delle situazioni caotiche e niente come la scappata al mare di un giorno, scopre i tuoi limiti. Devi sopportare e pagare dazio, se desideri vedere il mare. Gli spostamenti: io odio gli spostamenti dal momento che tutto l’anno viaggio in treno e di gente ne vedo a iosa. Le gite verso i lidi sono il punto d’incontro della più eterogenea varietà di popolo, in gran parte cafone e urlatore. Il viaggio di ieri è dimostrazione del fatto che anch’io so accettare i compromessi ed uscirne vivo, nonostante tutto. Lasciamo perdere il contorno e andiamo al dunque: dopo la salutare sgambata di Domenica, il sole ed il clima ideale della Riviera Ligure hanno rappresentato la ciliegina sulla torta in un fine settimana da conservare. Sarò esagerato nel dire che persino la libertà stanca, ma bisogna concentrarsi sul piacere e gli obiettivi; io sono stato bene. Il vinello bianco fresco al tavolo di un ristorante sulla passeggiata, la disperata ricerca di un particolare da immortalare, un gelato sulla panchina mentre il sole ti picchia in faccia non sono cose da poco. Domani si rientra al lavoro. Porterò una buona parte di queste immagini in ufficio al solo scopo di rendermi sopportabile la vista dei colleghi, dei capi, del contesto, del fatto stesso di fare qualcosa che devi e non qualcosa che vuoi. Quel che conta è non perdere l’attimo e la consapevolezza di stare facendo tutto per vivere la più bella stagione dell’anno. Ci sarebbe molto da dire e da descrivere: i colori pastello delle case, i vicoli, il rumore inconfondibile dei primi schiamazzi sulla spiaggia, il mare che si infrange sugli scogli. E poi i menù turistici, la gente che fa la fila per salire sul traghetto per le isole, lettori nascosti all’ombra delle tende che si godono un meritato silenzio. Cose note, visibili agli occhi di tutti, anche i più disattenti. Per scendere nel particolare bisogna come sempre guardarsi dentro e capire le reazioni, gli stimoli, i progressi. Si dirà che è facile sentirsi bene mentre trascorri una giornata in totale libertà; comodo, così. Fortunatamente però non si tratta più di sprazzi di sole nel cielo buio ma di nuvole che una ad una, pian piano sgombrano il campo. Il piacere è lento, progressivo, costante. Il mare aiuta non lo nego ma io, sono pure bravo.

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