Rigurgiti

Non so davvero cosa mi sia preso in questi giorni. E non ne ho fatto mistero ritrovandomi puntuale qui, a raccontarne. Un misto di sensazioni negative: noia, insofferenza, invidia, astio represso. Realmente faccio fatica a spiegarmi il perché di tanta frustrazione che credevo dimenticata o almeno sopita. Il lavoro a volte aiuta e da domani questi brutti pensieri torneranno giù nello stomaco sperando ci rimangano più tempo possibile. La compensazione in questi casi vince su tutto: mi sono “premiato” con una gita al centro commerciale dove ho acquistato un paio di jeans ed una maglietta. Si tratta di uno standard comportamentale tipico di chi soffre di solitudine e “forza” quotidianamente la propria apparenza per evitare la sofferenza altrui. A dire la verità non è mai l’assenza quotidiana a crearmi scompensi di sorta; io convivo con essa anche e soprattutto a causa della tipologia di giorno che mi trovo ad affrontare. Sempre gente, troppa gente, immenso rumore. La solitudine a quel punto è fin terapeutica. Quando però giro l’attenzione sul virtuale e mi scopro altrettanto solo, il malessere si acuisce. Probabilmente sono rigurgiti della vecchia convinzione di trovare in rete ciò che mancava nella vita reale. Come se fossi tornato indietro e avessi provato le stesse sensazioni frustranti di allora. In realtà la ragione mi dice che ho perfettamente metabolizzato la delusione e non mi aspetto nulla di nulla dalla presenza virtuale; questo nonostante mi ritrovi, a volte, a dover fare i conti con qualcuno che svolge la parte del maestrino, sempre pronto a farti la morale. Per un attimo, ho pensato nuovamente di spegnere l’interruttore che mi tiene “vivo” nella rete, lasciando così tracce di presenza solo dove so di essere realmente apprezzato. Anche questo però sarebbe un gesto vigliacco e punitivo nei miei confronti quindi, farei soltanto un passo indietro rispetto all’“evoluzione“ degli ultimi tempi. Volendo trovare utile questo fulmine a ciel “quasi sereno”, mi vien da dire che si è trattato di un segnale forte di come nulla sia da dare per scontato. Nessun traguardo o successo raggiunti, ma solo passi avanti verso l’accettazione di sé e del mondo che ci circonda. E’ fatto di persone, imperfette, istintive, false, moraliste. Ma anche di mosche bianche che si discostano dal gruppo e preferiscono farlo sotto voce. Partiamo verso l’ultima settimana, poi sarà vacanza. Lontano da qui, lontano dalle idee e dai ragionamenti. Un alito di libertà. Meritata.

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3 comments

  1. Chi è esente da sensazioni negative “alzi la mano”! Non credere Enzo, siamo sulla stessa barca, ogni tanto con il vento in poppa e altre proprio in fondo alla stiva … ci fosse almeno un barile di buon rhum, per dimenticare! Macchè! 🙂
    un abbraccio
    Affy

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