Come da copione

Non scopro l’acqua calda se dico che oggi è stata una giornata infernale. Tutte quelle paturnie sulla noia si sono azzerate dopo nemmeno dieci minuti che avevo varcato la porta dell’ufficio. Chissà quanto riuscirò a scrivere prima di partire; in effetti ogni post potrebbe essere l’ultimo ma sappiate che tornerò ed è una minaccia bella e buona. Ho appena finito di parlare con mia madre al telefono e le stavo raccontando che non è più una novità: c’è da farsi il culo, il personale scarseggia, è un casino totale. Si fa fatica a farsi una ragione di tutto questo ma si deve, senza però frustrarsi o lamentarsi più di tanto. Quante cose potrebbero cambiare in Italia se si avesse la voglia di farle mutare veramente; invece c’è solo il solito far finta di muoversi al solo scopo di spostare l’aria. Accade ai piani alti, ma anche a quelli bassi. Oggi forse abbiamo detto la parola “fine” al locale dove ci rechiamo in pausa pranzo; la disorganizzazione regna sovrana, dipendenti che corrono avanti e indietro senza una meta apparente e tu aspetti in piedi per un buon quarto d’ora. Stupidaggini, lo so. Ma avete presente quante persone hanno capito il vero senso della vita? Tantissime se contiamo i fancazzisti, coloro a cui basta dare un’apparenza, oppure gli ignoranti di comodo. Eh, tu Enzo non hai capito proprio niente caro mio. Chiamare “vita” l’afferrare i ritagli di tempo e rendersi conto di non avere più tempo nemmeno per quelli è mortificante. Sto accogliendo le rinunce con preoccupante serenità: la bici è la mia passione per eccellenza durante la stagione calda eppure non la sto sfruttando a dovere. Non dipende da me, per un motivo o per l’altro non riesco a pedalare. E che faccio? Me ne faccio una ragione. Eppure so bene che mi sto privando di qualcosa che desidero fortemente, che una stagione fa presto a passare e poi sarò di nuovo alle prese con l’inverno. Non è da me, ma lo stesso vale per altri piaceri. L’aspetto da conservare è rappresentato dallo scopo che ho ben chiaro e non ho intenzione di farmi sfuggire: provare a stare bene. Questo un post che sa molto di rassegnazione, un sentimento assai più ragionevole e giustificabile rispetto alla noia. Non c’è ancora traccia di entusiasmo in vista della partenza; tutto è estremamente pacato e silenziosamente atteso. Faccio fatica ad esternare sentimenti positivi, questo è noto. Chi mi conosce li ritroverà anche in post come questo. Di più non riesco.

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