In contromano

Di questi tempi il vero nemico è il termometro. Appena uscito dal palazzo sono stato avvolto da una vampata di calore che mi ha accompagnato fino all’ingresso della metro. E’ Venerdì, la giornata corta, il weekend. Tutto molto bello se non fosse che aver percorso a passo spedito il chilometro di strada che mi separa dalla stazione, mi ha provocato un senso di totale abbandono fisico e mentale. Poi, una volta sul treno ho ringraziato l’altissimo per aver imbroccato la carrozza giusta: no rompiballe, si aria condizionata. Ora mi sento un altro, sdraiato qui sul mio letto ed il ventilatore che fa più rumore che aria. La settimana di vacanza sembra ormai molto lontana ma forse dipende dal fatto che non sarà l’ultima di questa calda estate; avrò ancora un paio di settimane ad Agosto ed una a Settembre. Nel primo periodo rimarrò in città dedicandomi, spero, alle cose che più mi piacciono; nel secondo dovrei ( condizionale obbligatorio ) ritornare ad Ischia, l’isola di cui mi sono innamorato un paio di anni fa. Ma andiamo per gradi e pensiamo ad oggi. Questi tre giorni lavorativi non hanno lasciato particolari strascichi e non c’è da meravigliarsi: iniziare la settimana di Mercoledì aiuta non poco. Ho tuttavia avuto modo di ritornare su vecchi concetti e problematiche legate all’ambiente lavorativo ma ancor prima, alle persone. E siccome a me piace osservare la gente, studiarne i comportamenti, dibattere e confrontare, ne ho tirato fuori un post. E’ successo anche oggi e credo proprio accadrà ancora. Giustamente mi è stato fatto notare che è triste accontentarsi di dieci minuti e che un giorno è fatto di ventiquattro ore; dunque il bello di ogni quotidiano potrebbe ( e dovrebbe ) costituire una ben più ampia fetta della torta a nostra disposizione. Tutto va maledettamente veloce fino a costituire la normalità. Perché succede questo? Io penso che quel gusto dell’attesa che manteneva in vita anche il rapporto impossibile oggi sia stato divorato dall’istantaneità: possibile quindi dovuta. Poi ci sono quelli che ti prendono per il culo. Sai no, tu fai parte della loro fantomatica lista di amici e, per tenerti buono,ti mandano un cenno di tanto in tanto, poi spariscono. Ma cos’è sta roba? Come la vogliamo chiamare? Si, dico a te. Mi prendi per cretino? Dunque venti minuti su ventiquattro ore saranno una miseria ed il tempo, a pensarci bene, non ha proprio colpa. Correte, tenete buone le vostre liste. Cercate di avere tutto sotto controllo ma non avete proprio nulla. Vi sta sfuggendo un particolare: non riuscite proprio a vedere chi cammina lento e contromano?

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