Una nuvola

Era da tempo che non cercavo un po’ di pace al di là del finestrino. A dire la verità è stata lei a trovare me, incrociando lo sguardo assonnato ma felice del Venerdì pomeriggio. Quella nuvola se ne stava spaparanzata sul grande letto blu ed io ho cominciato a guardarla con l’invidia di chi desidera sentirsi circondato dal nulla. L’ho fissata finché non è uscita dal mio campo visivo, sospinta indietro dallo sferragliare veloce del regionale; quando non l’ho vista più ho tirato la tendina per fare ombra. A quel punto ho preso a ciondolare ed era ormai ora di scendere. Desiderare momenti di verità che restituiscano conclusioni con una parvenza di logicità; farlo appigliandosi all’unica soluzione possibile: non il confronto ma l’abbandono al piacere dei sensi. Osservare la natura non genera gli stessi patemi di quando l’occhio cade sugli altri ed i loro maledetti e strani comportamenti. Guardare al di là del finestrino significa raccogliere le parole inutili che hai dovuto ascoltare e gettarle in un ipotetico cestino. Loro e chi le ha pronunciate. Il tempo è prezioso. Ultimamente si stanno accentuando i contrasti con alcuni colleghi; a mio parere, si tratta di un chiaro sintomo di insofferenza da parte mia. Precisiamo: io amo la critica costruttiva ma la presa di posizione idiota ed il pettegolezzo mi fanno adirare. So perfettamente cosa faccio e come lo faccio, di essere (è vero) un tantino rigido nelle valutazioni, ma ho ben chiaro, tra coloro che mi circondano, chi non merita considerazione. Purtroppo, anche nella vita, le persone “piccole” si mostrano giganti se riconoscono un potenziale nemico. Io sono il male nella misura in cui so le cose, mi adopero ad impararne altre, mostro volontà. Ciò da fastidio all’ignorante che, ad un certo punto, si trova costretto ad usare le uniche armi di cui può disporre: ipocrisia, spionaggio, leccaculismo. Il punto è: non devo adirarmi e scendere ad un livello che non mi è consono. Non riesco perché è l’anima che mi fotte. Io ce l’ho, la faccio lavorare e la tengo in collegamento con il cervello. E sono appassionato. Inutile dire che le mie reazioni vengono fraintese: “ti offendi?” “te la prendi?”. Signori, qual è la mia croce? Il tono di voce? La disponibilità? Il fatto di essere accondiscendente, salvo poi non essere perdonato al primo rigurgito caratteriale? La passione è la passione. Fa il bello ed il cattivo tempo, quindi prendere o lasciare. Beata nuvola, beata te. Tornerò a cercarti.

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