Un leone in gabbia

Ho una gran voglia di divertirmi, fare l’idiota, cantare a squarciagola, ballare. Mi va di far finta che questo blog non sia mai esistito, di fermare la macchina infernale dei “perché”. Smetterla di cercare risposte, togliere di mezzo tutto quello che ostacola il mio cammino: paure, persone negative, perditempo, moralisti del cazzo. Uscire allo scoperto battendomi il petto come Tarzan e urlare. Certe serate riconciliano con la mortificazione del cervello. Io non mi posso permettere di trascorrere più di due ore ( fosse anche per fare un favore a qualcuno ) circondandomi di persone inutili. Fare l’idiota, provare a vestire il cervello di un abito sbarazzino, non significa circondarsi di cretini. Basta trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda: passioni in comune, argomenti variopinti dal nero al rosa, risate. Non cretinate da ascoltare e da assecondare perché, chi le pronuncia, è convinto di ciò che dice. Ieri sera non la smettevo più di ridere dentro;mi sento dire: “Sai, io credo di soffrire della sindrome di Peter Pan”. “Tu? Ne sei sicuro? Tu che non sei mai uscito di casa per trent’anni e alle undici di sera sbadigli e guardi maleducatamente l’orologio?” “Ti stai forse annoiando? Tu? Tu non sai vivere e stasera io sono qui a sopportarti”. Avrei voluto essere altrove, magari a zonzo da solo con la mia macchina fotografica. Non lì, seduto a quello stupido tavolo. Ho fatto un favore, come ne faccio tanti che puntualmente mi cadono addosso. In quei momenti mi esplode dentro una rabbia positiva, tornano a galla le mie voglie concrete, i desideri reali che non sono questi fogli del cavolo, le teorie sul mondo e il lavoro di merda. C’è tanta voglia di me, solo di me e di circondarmi del meglio. Quelle comparse inutili che il virtuale ti fa incontrare non portano a nulla se non a chiederti perché hai ancora dato fiducia a Tizio oppure a Caio. Sono carico. Stamattina sono salito sulla bici e mi sentivo un leone: ero terrorizzato dall’idea che presto sarebbe arrivato il caldo insopportabile invece ho pedalato sicuro, veloce, contento. La passione muove i pensieri verso la direzione giusta, poco importa se poi sono solo desideri, sogni oppure rabbia positiva. Sento che ho ancora tanto da dare e, soprattutto, da scegliere. Chi si e chi no, gente capace di capire che non è ciò che scrivo o condivido a dire chi sono; io sono quello che non avete ancora conosciuto. La copia sorridente e dannatamente desiderosa di afferrare la vita. Basta circondarsi del meglio.

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