Capricci

Eccomi. Del resto se uno non ha niente da fare ( ma proprio niente di meglio ) finisce qui. La cosa ha un briciolo di senso in più rispetto al palleggio da un sito ad un altro senza un fine preciso. Mortificante, alienante, pietoso. Questo è. Sono qui a congelare questa situazione per sintetizzare una volta per tutte uno stato di fatto continuato; dunque, assai grave. Non ho nulla di meglio da fare che stare qui per i prossimi dieci minuti; quanto pensate impieghi a buttare giù quattro pensieri sgrammaticati? Per riempire il vuoto dovrei davvero pensare di scrivere un libro, magari mi ci vorrebbe più tempo e finirei il capitolo quando la notte è fonda. Oggi è piovuto per l’intero pomeriggio; dopo aver sbrigato qualche piccola faccenda mi sono appisolato ed il rumore della pioggia ha favorito un generale rilassamento del corpo e della mente. Non mi sono approcciato bene a queste due settimane di vacanza perché mi sono fatto prendere dallo sconforto di non avere grandi alternative. In realtà le ho eccome. Io, il mio corredo fotografico, la bicicletta, il sole. Non basta? Io soffro. Qualcuno di voi saprà cosa vuol dire non avere nessuno con cui semplicemente confidarsi; la gente ti pretende sereno, ti accusa di essere pesante, frustrato, sempre ombroso. Io non sono così, ho solo bisogno di essere messo alla prova. Dopo aver bandito ogni abbozzo di dialogo con le persone virtuali inutili alla causa, ho ritrovato un po’ di serenità interiore. Questo però non riesce a soddisfare la primordiale necessità di rapportarmi. Sono solo. Smettetela di dire che l’ho già detto tante volte e che sono patetico. Non venitemi a dire di aprirmi al mondo. Il mondo fa qualcosa per me? Incontrarsi significa avvicinarsi. Lo devono fare entrambi o sbaglio? Oggi ho voglia di piangermi un po’ addosso e di sentirmi allontanato. Chi è entrato nella mia vita è poi uscito silenziosamente, stanco del mio pessimismo e della mia volontà di presenza. Ho torto? Si, per il solo fatto di aver cercato compensazione in un mondo artificiale; mi direte che dietro ad ogni schermo c’è pur sempre una persona. Magari sola come me. Questi binari paralleli, quel lungo rettilineo senza un abbozzo di curva, portano allo sfinimento morale. Non afferro nulla di concreto: un bicchiere, un braccio, un cuore. Niente. Se uno non ha niente di meglio da fare finisce nel solito gorgo di pensieri. Nessuno li legge più, ne sono consapevole. Allontano tutti. Oggi mi sento più bambino di sempre. Batto i piedi a terra perché ancora pretendo di ottenere qualcosa, ed è sempre un buon segno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...