La lettera

Alla fine ha vinto l’istinto buono. Ho preso carta e penna e ho scritto la lettera. Di solo istinto si tratta, niente a che fare con la ragione. Scrivere a qualcuno che non senti e non vedi da quasi quindici anni è secondo voi, assennato? Cosa mi muove in questi casi? Ancora il vuoto ciclico che in questi giorni si fa sentire? Qui però stiamo parlando (come già avevo detto) di un passato buono, di quelle presenze appese: esistono nella testa ed in qualche foto. Non nella sostanza. E secondo voi, è più ragionevole star dietro al virtuale? In fondo comunichiamo con entità. Allora meglio disturbare un ricordo e rivivere stupidamente qualcuno che magari non sa più nemmeno chi siamo. E la lettera? Scriverla, imbucarla. Sarà sciocco? Che ho da perdere: forse la credibilità di uomo che, a distanza di anni, ancora si preoccupa del passato. Non devo rifletterci molto, la lettera è stata spedita e forse non sarà mai letta. E’ il gesto che conta. E se da un lato evidenzia fragilità e fatica immensa a rompere con il vecchio, dall’altro mostra tutta la voglia di presenza. Di questi tempi ne ho nuovamente bisogno. Ogni strada percorribile è dunque da seguire.

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One comment

  1. Ciao Enzo!
    Come stai?
    Diciamoci la verità: da scrittrice incallita dei tempi che furono, non potevo esimermi dal commentare questo tuo post.
    In realtà avevo già intenzione di scriverti qualcosa circa un tuo post dei giorni scorsi in cui rievocavi la cara, vecchia corrispondenza cartacea di altri tempi.
    Volevo solo dirti che anche a me è capitato non molti giorni fa di riordinare alcuni mobili di casa nel tentativo di individuare quei libri e appunti (specialmente usati negli ultimi concorsi) che ormai non utilizzerò più e metterli in una bella scatola in soffitta.
    Sottolineo il “che non utilizzerò più” non perché ormai mi senta arrivata dove sono, anzi la voglia di cambiare aria te la fanno venire giorno dopo giorno, ma perché ormai quei testi e quegli appunti hanno qualche anno e con tutta la nuova normativa non hanno più molto senso!
    Così ho ritrovato dei pacchetti di lettere tutte rigorosamente scritte a mano. Le avevo ordinate con cura, facendo piccoli pacchetti legati con bei nastri. Ogni pacchetto si riferiva ad una persona diversa e a momenti diversi. E’ stato un vero e proprio tuffo indietro nel tempo.
    Per alcuni avrei avuto voglia di aprire il pacchetto e mettermi a leggere quelle missive. Di altri invece non avevo un ricordo profondo e nitido, magari perché alla fine non mi avevano colpito più di tanto o non eravamo comunque riusciti ad instaurare un rapporto più profondo. Il virtuale rende tutto più veloce e inconsistente, ma i rapporti superficiali c’erano sicuramente anche ai nostri tempi quando ti trovavi magari a scrivere all’amica dell’amica le solite frasi fatte o poco più
    Capisco eccome il tuo desiderio di scrivere a qualcuno che ormai non senti più da anni, fosse solo per la voglia di sapere come sta, che fine ha fatto, come gli stanno andando le cose….
    Hai fatto bene a farlo e spero che tu abbia una risposta alla tua lettera… sarebbe bello rientrare a casa una sera dal lavoro e trovare una lettera che non aspetta altro di essere letta…. altro che tablet, smart phone ecc ecc…. il profumo dell’inchiostro, il timbro sul francobollo che ormai non si lecca più ….
    Fammi sapere se succede…
    A presto!
    Un abbraccio
    Simo

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