Post d’addio

Possiamo immaginare Facebook come una vetrina all’interno della quale ognuno mostra il meglio ( od il peggio ) di sé. In quanto tale però, chiunque può soffermarsi ad osservarla giudicando la bontà e la veridicità di quanto esposto. Tra le cose che terrei segretamente in magazzino senza mai gettarle in pasto ai clienti occasionali, c’è la morte. Passi il necrologio su questo o quel personaggio di rilevanza pubblica; anche in quel caso ci chiediamo legittimamente quanto ci sia di dolore autentico e quanto invece, di ricerca ostinata di conferme. Il dolore privato, intimo, la perdita di un caro, mai riuscirei a metterla in piazza. Cantare la sua dipartita a che serve? Si ha davvero il tempo di farlo mentre lo si sta piangendo? Cioè io mi immagino il parente del defunto che trova l’occasione per andare su Facebook e scrivere uno di quegli “status” strappalacrime. Ma sono io che non ci sto dentro? Che sono insensibile? Ho il massimo rispetto per quelli che ritengono opportuno far sapere quanto bene volessero al proprio caro; magari poi è stato l’unico modo per comunicarlo. Ma non entra nelle mie corde. I miei articoli, per chi è nuovo del blog, trovano fondamento sull’invidia e sono espressione dell’ipercriticismo di cui sono affetto in quanto nato Vergine. Tanto per giustificarmi.

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2 comments

  1. Ciao Stella. Innanzitutto grazie per il tuo commento che mi ha permesso un confronto davvero costruttivo. I motivi che hai elencato così bene basterebbero a chiudere per sempre con Facebook. La mia bacheca è invasa da stupidaggini di ogni tipo e piano piano, sto smettendo di “seguire” tutti coloro che mi obbligano a vedere le loro condivisioni quotidiane. Aforismi, immagini crude di ogni tipo, inni a questo o quel politico senza una benché minima conoscenza della storia o del percorso di una certa ideologia. Tra le altre cose vorrei menzionare l’adesione ai gruppi. Ci ho provato ma per due motivi mi sono subito ricreduto: primo, mi stufo facilmente. Secondo, chi li popola pensa di essere depositario della verità assoluta e ti aggredisce con frasi di ogni tipo. Ma quanto è meglio ritrovarsi e prendere un caffè? Grazie Stella, aspetto le tue considerazioni sull’invidia.
    Un abbraccio e buona settimana!
    Enzo

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  2. Nella mia personale classifica dei 10 (ma perché non 1000) motivi per cui ho abbandonato facebook, forse non ci sarebbero i necrologi. Non che li trovi di buon gusto né che vi ricorrerei ma forse ho un’indulgenza dettata dalla compassione per l’accaduto. Certo, se ti lascia la nonnina di 99 anni che fino a ieri spaccava la legna magari il post “ciao nonna” ci può stare ecco. Per i lutti gravi andare a scrivere su facebook ad un’ora dalla morte del marito o del figlio lo trovo quantomeno agghiacciante.
    In ogni caso nella top ten del peggio includerei sicuramente i lutti canini e felini. Avendo avuto animali capisco perfettamente che il dolore per la loro perdita può essere pari o superiore a quello per la morte di un parente. MA. Ci sono due MA.
    Il primo MA è per quegli status allarmanti: “Lo stiamo perdendo… io non so più che fare, ragazzi mi è crollato il mondo addosso, sono fuori dalla sala operatoria da stamattina, mi sembra di impazzire…”. Una volta credevo che a sto tizio gli stessero operando il figlio a cuore aperto, dopo 4 status in un’ora con 80 commenti l’uno del tipo “sii forte, la vita ci mette davanti a dure prove ma siamo tutti con te, fatti coraggio” scopro che aveva il criceto dal veterinario. MAVAFF…
    Il secondo MA (in lizza per la pole position tra i motivi per cancellarsi da facebook) sono i commenti. Cioé con tutto rispetto per la bestiola e per la religione di ognuno. Io trovo bello pensare che dopo morti andremo in cielo sopra alle nuovole e ci saranno i prati verdi dove correremo liberi e felici e giocheremo assieme ai nostri amici animali. [Dice un saggio che tutti i cani vanno in paradiso e aspettano lì i loro padroni, ma solo pochi li rivedranno…] Insomma ok che il tuo gatto è andato in cielo sopra alle nuvole, te lo concedo. Ma il commento “ADESSO E’ UN ANGIOLETTO”??? o_o Scusa??? Ma come cavolo ti può venire in mente che un gatto diventa un angioletto? Cioé un angioletto sarà un bambino, al limite, un gatto-angioletto è una cosa che non si può neanche immaginare, è un’abberrazione, è una mostrosuità, è un’eresia, è una bestemmia!!!
    Ahhh. Grazie per lo sfogo. Sull’invidia poi torno in separata sede 😉

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