Eliminazione

Non parlerò del terrorismo delle armi. Da stamane ho già fatto indigestione di ipocrisia, perbenismo, ovvietà ed altro. Rischierei di aggiungermi alla lista e non ne ho l’intenzione. Mi soffermerò per qualche riga sull’altra forma di terrorismo diffusa sul web: quella dei pensieri, delle parole e dei gesti sistematici. Una concatenazione di elementi che producono quasi sempre lo stesso effetto delle armi: l’eliminazione. Eliminare significa innanzitutto pregiudicare: considerare l’opinione altrui il male, bandire ogni forma di pensiero difforme dal proprio. Poi, continuare a mostrarsi buonisti, condividendo il proprio dolore e ricevendo la solidarietà degli uguali. E gli altri? Quelli non fanno parte del tutto. Io sono stato eliminato per opera di quella massa di pensiero che risponde ad una democrazia apparente, costruita attraverso immagini e parole. L’ipocrisia e la cretinaggine vanno a braccetto. Perché me ne preoccupo non lo so ma a me fa davvero paura il fanatismo di chi segue una corrente politica e decide cosa è meglio per la società. Destra o sinistra. Facebook è un luogo malsano in questo senso, ricettacolo della solita merda di ideologie che non hanno quasi mai una conoscenza del pregresso. Mi fa schifo e mi incazzo quando penso che devo trattenere le mie idee per far piacere alla massa. Allora continuerò ad usare il social per mettere in vetrina me stesso, esaltarmi se è il caso, ma mai ( e poi mai ) per divulgare il verbo. Quello lo lascio ai cretini. Anche a te che mi hai cancellato. Cretino.

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2 comments

  1. L’ipocrisia ormai è dilagante. La metà delle persone parla per sentito dire. La loro conoscenza nasce e cresce tramite il telegiornale. Fondare una conoscenza fondata, stabile e soprattutto trasmissibile deriva da uno studio rigoroso e attinente delle realtà. Esprimere opinioni a caso lascia il tempo che trova ma, soprattutto, getta ancora più nebbia su casi già di per sè estremamente complessi. La cosa che maggiormente mi tocca in tutto ciò è che la stessa persona che esprime solidarietà su Facebook senza conoscere minimamente l’accaduto ha lo stesso mio potere di voto e può, purtroppo, avere lo stesso mio peso decisionale. Così come parla a vanvera sceglierà da chi farsi rappresentare nello stesso identico modo. Io rispetto la sua posizione perchè ritengo che la verità non coincida con la mia visione. Sono pronto a fare un passo indietro in ogni momento per migliorarmi e per allargare i miei confini ma, dal momento in cui la sua posizione si fonda sul nulla, perdo le staffe. E la situazione peggiora se l’interlocutore prova ad impormi la sua tesi. Con queste persone bisogna fare buon viso a cattivo gioco. Far credere di essere interessati per poi accantonare totalmente la loro tesi. La frattura cognitiva, per le persone mediocri e poco elastiche, è una barriera insuperabile. Non molleranno mai la loro tesi, anche se piuttosto illusoria, perchè in quel momento non stanno combattendo per la verità, ma per la ragione.

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    1. Ciao e grazie del tuo commento. Concordo con la tua visione del tutto. L’ipocrisia domina e a farla da padrona è sempre la fretta: dei giudizi, dell’adesione a questo o a quel modo di pensare. Non c’è tempo ( non si vuole averne ) per soffermarsi su ciò che sta dietro ad una persona, ad un’opinione. Ho trovato davvero degradante l’esperienza di adesione ai gruppi. Di qualsiasi tipo. Predomina anche in quel caso la tendenza a creare correnti di pensiero “dominanti” escludendo le altre. Come dici tu, le persone mediocri e la scarsa elasticità mentale, rappresentano una barriera spesso insormontabile. Occorre “giocare” un po’ e fingere quanto basta. Se non si ha paura di rinunciare a se stessi. Un saluto e grazie.

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