Unica soluzione

Ecco un elenco delle cose di cui non ho mai nostalgia: la brina sui campi, la carrozza ghiacciata in pieno inverno, il treno in ritardo, correre affannosamente per infilare una coincidenza dietro l’altra. Oggi hanno deciso di rivelarsi in un’unica soluzione. Ecco invece una cosa alla quale non ero più abituato: la mia reazione a tutto questo; una mescolanza di rassegnazione, istinto di sopravvivenza, piena consapevolezza delle priorità. C’è un sensibile cambiamento in atto che trova negli eventi (più o meno inevitabili) legati al viaggio, terreno di conferma. Non voglio sentire parlare di “rassegnazione” ma vorrei invece vederla sotto il profilo del: “finalmente hai capito per cosa vale la pena incazzarsi”. E mentre l’orgoglio prende la forma dell’uomo che ha appena afferrato il “10” (ed una manciata di minuti di abbuono), la rabbia quotidiana scende al rango del “ah, è solo lavoro e chissenefrega”. Le piccole soddisfazioni passano anche attraverso stupide prove di resistenza alla vita e alla ripetitività delle sue manifestazioni. Probabilmente l’uomo incazzato è ancora vivo, ma ci vuole ben altro.

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