Aspetta e spera

Non ricordo quanti cieli ho incontrato in questi anni da pendolare. Tanti, almeno uno al giorno, no? Quando il tuo luogo di lavoro è distante cento chilometri da casa, il viaggio quotidiano non è mai monotono. A farti compagnia facce, suoni, colori oltre alle solite imprecazioni. Stanno con te, ma non puoi dire di incontrarli. E’ solo quando d’improvviso t’accorgi di qualcosa che hai sempre reputato normale, ecco l’incontro. Quanti cieli sopra di me, tutti i giorni. Ma quali di loro mi hanno lasciato senza fiato? Oggi ad esempio ne ho scoperto uno, appena lasciata piazza Statuto. Un incrocio di sguardi, tanto che avrei voluto trasformare l’idillio in un’immagine perfetta. Mi sono detto che la fretta guida la mia e le vite di tante persone ed ogni giorno perdiamo milioni di occasioni per testimoniarne la bellezza. Corriamo, maledizione. Allora mi devo accontentare di scrivere qui e di dire in parole povere che mi stanno sfuggendo moltissimi momenti importanti. Chissà quanto dovrò aspettare per incrociare un cielo e ricavarne una foto perfetta. Beh, lui sta sempre là; che io diventi perfetto fotografo invece…

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