Natale artificiale

Per chi come me ha smarrito da tempo il sentimento Natalizio, è stato il colpo di grazia. Mi sono ritrovato (anche un po’ per caso) all’interno di un supermercato di un grande centro commerciale. L’ultimo Sabato di Natale. Insomma, non credo più a Babbo Natale e l’età mi rende idrofobo e psicotico al solo pensiero dell’arrivo delle feste; credo dunque non esista cosa peggiore del clima artificiale che avvolge questo periodo dell’anno. E’ tutto tremendamente finto. Automobili impazzite, genitori che spingono carrelli parlando al cellulare mentre i figli devastano gli scaffali alla ricerca del regalo. Rumore, anzi frastuono. Persino le luminarie che dovrebbero trasmettere un messaggio positivo e caloroso, fanno schifo; i centri commerciali fanno a gara per essere più brutti e freddi possibile. So di parlare a nome di molte persone e che il vero spirito Natalizio non esiste se non nel cuore di pochissimi bambini, almeno di quelli che non hanno ancora la percezione dell’importanza di un cellulare o di un tablet. Da quel momento in poi, sono fottuti. Volevo solo raccontare questo e dell’emicrania causata dallo strimpellio dei lettori di codici a barre delle casse. Appena imboccata la statale, al caldo della mia auto, era già più Natale.

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