Io vi maledico

Domani sarà il mio ultimo giorno di lavoro del duemilaquindici. Con buona pace delle mie vene. Sono sicuro che non esiteranno a succhiarmi il sangue fino a quando l’orario di servizio glielo permetterà. I maledetti. E maledetto io ed il mio sporco essere così, semplicemente stupido. Mi tornano in mente i bei tempi dell’ingenuità quando, in prossimità della fine d’anno, imponevo a me stesso improbabili propositi di cambiamento. Di certo in me sopravviveva ancora una visione possibilista della vita e del libero arbitrio. Assurdo però pensare di voler mutare il proprio registro genetico in un determinato momento. Se mai ciò accadesse, non ce ne accorgeremmo poiché ciò avviene in modo dilatato nel tempo. E comunque, oggi sono semplicemente un fatalista, rassegnato e timoroso di se stesso e del proprio “modus agendi”. Ne ho paura più del fatto di sentirmi sfinito, moralmente e fisicamente. Pochissimi se ne stanno accorgendo ma sono in crisi nera. Stop, non voglio piangermi addosso. Maledetti loro e maledetto io. Le uniche certezze.

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