Ma quale roccia..

Tenevo a ricordarmi che mi sto trascinando. Giusto un promemoria sotto forma di post. Finisce questo duemilaquindici all’insegna di un esaurimento nervoso difficile da nascondere cui fa compagnia un misto indecifrabile di spossatezza e acciacchi vari. Sta per partire il solito resoconto ma l’intento di questo articolo è fare luce non tanto sulle cause ( le conosco bene!) quanto sulla cura. Ne ho già detto ieri: le passioni avranno il compito di spingermi in alto come il vento sulla nebbia che piega la pianura ed il mio umore. Si, le passioni. Mi permetto una digressione sull’argomento lavoro: c’è molto bisogno di far sentire a quella gente là che il burattino ha le palle piene. Dunque sarà sbagliato guardarla con odio perché ciò mi renderebbe la vita un inferno. Sono alla ricerca di una soluzione che mi renda sopportabile la convivenza con il dovere. Non so che pesci prendere, ora regna la confusione; sentivo tuttavia il bisogno di condividere questo momento con voi. La roccia non è più roccia.

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