Chissenefrega

Io penso che abituarsi a ciò che è bello può essere pericoloso; anche quando, come nel mio caso, il piacere è qualcosa di sottile, semplice, quasi impalpabile. E magari scontato. Parlo del tempo con la famiglia, di un’ora in più per se stessi oppure del silenzio che avvolge una domenica davanti alla Tv. Per tutti questi motivi il mio approccio ai periodi di vacanza è sempre diffidente. Ora che le feste se ne sono andate mi tocca ritornare al lavoro. Ah, l’approccio. Vogliamo parlarne? O magari di quello che penso di avere imparato in questi giorni sul “niente” che a volte può essere tanto? Ad esempio, affidarsi e abituarsi all’estemporaneità delle esperienze, senza programmare. Riscoprire piaceri e aver voglia di allenarli. Il lavoro? Devo averne paura? Ben vengano i pensieri su come raggiungere un “tutto a fuoco” o capire l’iperfocale. E chissenefrega dei colleghi odiosi, dei soliti succhiasangue, di quel mondo che non è reale ma solo portatore di guadagno. Io vado, eh? Poi vi racconto.

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