Di certi sogni

Non ho studiato Freud ma penso che il tenore di certi sogni rispecchi un po’ il nostro umore del momento. Il contenuto invece a volte ci fa svegliare con uno strano sorriso. Vengo al dunque: ho sognato di essere licenziato dal grande negozio di abbigliamento in cui lavoravo. Sapevo di aver subito un provvedimento inspiegabile fin quando una collega incontrata per caso mi dice: “ Hai distratto tutte le impiegate, le ammaliavi con la tua dialettica e loro perdevano tempo. Colpa del tuo fascino”.  Credetemi, non mi prendeva per il culo, era seria. Se non fossero state le 5 e 30 del mattino, sarei entrato in bagno esplodendo in una grandissima risata. E ne avevo bisogno! Niente di più lontano dalla realtà, nulla a che vedere con me. Passi la dialettica e la logorrea ma il fascino… Rido ancora adesso. Ritornando al tenore, questo episodio onirico svela una certa qual tranquillità, riconquistata a pastigliette bianche, ma pur sempre tangibile. Cosa direbbe Freud?

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2 comments

  1. Se posso suggerirti una lettura di Freud che non sia pesante come potrebbe esserlo “L’interpretazione dei sogni”, esiste una sua opera precedente “Il sogno” che si legge davvero in breve tempo e che rappresenta le basi su cui praticamente ha poi scritto l’altro libro.

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