Come un boomerang

Questo weekend mi ha insegnato una cosa: meno chiacchiere e più azione. Non ho più voglia di parlare di fotografia se non in termini di emozioni. In pratica ciò che già faccio quando mi soffermo a raccontare delle pedalate. Si perché io non ho tecnica e non ci capisco un tubo né di foto né di bici ma, da umano, so provare belle sensazioni. Il mezzo per raggiungerle è del tutto irrilevante, conta solo sentirsi soddisfatti. Ieri sono andato in ansia per capire qualcosa che poi mi è arrivato sotto mille possibili risposte, a dimostrazione del fatto che più campane ascolti, peggio è. Vorrei fare un bel passo indietro, ricominciando a scoprire un gusto più genuino di fare le cose. Apprendere è bello, mantenere l’interesse per qualcosa altrettanto, la paranoia invece sintomo di malessere. E come ora cerco il silenzio di un paio d’ore di casa, così domani proverò a riprendere in mano la passione per quel che è: trasporto senza calcoli o valutazioni. Guai cercare conferme o responsi, tornerebbe tutto indietro come un boomerang.

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