Pendolarismo

Oggi è tornata a trovarmi la mia essenza di pendolare incazzato. Un’esperienza che non vivevo da tanto o almeno da quando ho deciso che la vita va vissuta assegnando alle cose il giusto peso. Tuttavia, viaggiare due ore al giorno per raggiungere il posto di lavoro è una di quelle cose che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico. Non è solo questione di ritardi, treni sporchi, permessi di ore ed ore; si tratta di una vita mozzata in quelle che potrebbero essere le ragioni fondamentali per viverla. Oggi osservavo però gli sguardi di quegli sfigati come me. In alcuni leggevo un forte odio represso, in altri apparente tranquillità. I giovani studenti, loro, se la potevano ridere. C’è stata una sostanziale evoluzione nel mio modo di affrontare gli imprevisti, un netto miglioramento. L’ansia la butto altrove (passioni?) ma anche in quel caso sto prendendo le misure. Da pendolare incazzato però tengo a dire che quelli di Trenitalia, dovevano farli fuori da piccoli. Troppo cattivo?

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