Su e giù

E’ davvero una brutta cosa riguardarsi in una foto e vederci un mostro. Eppure a casa qualche specchio ce l’ho pure io. Solo che lo rifuggo per timore di ritrovarci la mia immagine spenta e afflitta. Lascio che mi guardino gli altri perché sono costretti a farlo e fosse per me gli eviterei questo strazio. Come fa la gente a dire che dimostro meno dei miei anni, probabilmente sono ciechi. Ogni giorno la stanchezza si fa sentire, sempre più e sempre più attacca gli occhi, le gambe, lo spirito. Siccome sono ancora in grado di vedere e camminare (dunque sono fortunato) provo a riflettere sulla confusione dell’umore. Signori, sono nuovamente inquieto, anzi lo sono sempre stato. Non mi resta che scriverne qui, parlarne un po’ prima di chiudere gli occhi. Non ho ancora il tempo materiale per programmare le visite con Elisa e mi sto trascinando. Su e giù, perennemente su e giù. Non so se ho bisogno di aiuto ma di certo fingo molto. E nessuno, Dio mio, nessuno se ne accorge.

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