Elogio dell’ovvio

Sono convinto che i miei lettori siano tutti dotati di ottimo intelletto. Per cui, ciò che sto per dire, ai vostri occhi sembrerà assurdo e scontato al tempo stesso. Un consiglio però non si butta mai via: se mai dovesse capitarvi di cercare aiuto o qualche parola di conforto, non pensate che Facebook possa svolgere la funzione di cassa di risonanza. Direi invece che si rivela un ottimo test per capire quante persone fingono di non sentire o vedere ma, al tempo stesso, mostrano massima disponibilità a farsi i cazzi vostri. L’”odi et amo” verso questo maledetto social, di questo vorrei ancora dire. A cosa mi serve se lo amo tanto? E quanto riesce a rivelarsi inutile al punto da odiarlo? Ci sono una marea di cose di cui possiamo fare a meno nella vita e una di queste è la presenza-assenza di alcune persone, quelle che io chiamo entità. Non mi sopporto quando racconto scontatezze come queste; tutto però bene si inserisce nel contesto di un essere mai cresciuto, quindi credulone, ingenuo, piagnone. E’ solo triste constatatare l’imbarbarimento culturale ed il dover millantare positività al solo scopo di non dare fastidio, come regola per stare insieme. Se mandi un messaggio di disagio, voltano le spalle. Non imparerò mai.

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7 comments

  1. Circondarsi di persone che fanno stare bene. Chiudere FB si può. Come si può benissimo decidere di non seguire chi non piace.
    Leggo che sei in grado di ben valutare, quindi da questo punto di vista non capisco cosa te lo vieti…

    Io leggo e prendo atto del tuo stato, non mi fa certo …felice sapere che una persona non sta bene
    Se mi annoiassi non leggerei…leggo e sto in silenzio, a volte le parole sono inopportune, a volte solo per riempire silenzi…il più delle volte non so che dire

    Leggo i commenti di Romeo e li sento sinceri tanto da condividerli.

    Buona serata 😊

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    1. Marta, in fasi come questa ho una percezione alquanto sensibile di ciò che esiste, sente, partecipa a suo modo. E questo mi fa bene. Apprezzo i tuoi passaggi e la tua discrezione. Grazie 🙂

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  2. Enzo se la vita non cambia prova a tu a cambiarla, ma anche dalle piccole cose, … non sto dicendo di lasciare il lavoro o altro … ma creati nuove abitudini, fai delle cose che prima non hai mai fatto … a me viene in mente il libro “Dieci minuti” della Gamberale, che non è un capolavoro però ha saputo incanalare bene il concetto … i problemi ce li abbiamo tutti, basta che sfogli tra le pagine dei vari blog che ci sono, poi magari ognuno di noi prova ad arginarli a proprio modo. In fondo ci troviamo a giocare a una partita di calcio, con giocatori magari non simpatici, ma poi penso magari un gol non lo farò mai, ma ora che ci sto io qualche tiro lo voglio fare…

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    1. Ciao Romeo, sono andato a leggere le recensioni del libro che hai citato. Potrebbe fare un po’ al mio caso. Sta tutto in una parola: “motivazione”. Mi sto appisolando su di un comodo cuscino chiamato lamento e non riesco a concepire di fare qualcosa di bello se non in condivisione. Invece so che le soddisfazioni maggiori passano per il bene proprio, soprattutto. Grazie e un abbraccio.

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  3. Non saprei cosa risponderti. In base al mio vissuto posso dire che esiste forse una soluzione (l’unica?) per sopravvivere alla superficialità dei rapporti “moderni” ed è quella di essere volutamente antichi, fuori dagli schemi, a costo di venire tacciati di voler distinguersi per forza. Io sono disilluso ma io sono vecchietto. 🙂

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