Quelle sere

Sapete la storia dell’abbraccio, no? Ci sono sere che sono come tante. Ed altre in cui desideri abbracciare forte qualcuno. Lo potresti fare, poi magari ti vergogni e piangi di nascosto. Sono le stesse sere dove il silenzio e la lentezza delle movenze ti scaldano il cuore a fronte di continue, ripetute, ininterrotte giornate piene di ansia e pensieri bui. Non si direbbe ma sto abbracciando il mio diario virtuale, guardo il monitor come se lui potesse guardare me. Lo stringo a me come si potrebbe fare con un vecchio quaderno pieno di ricordi. Ci sono sere dove se ne va qualcuno e tu non riesci a trovare il modo di ricominciare e di farla finita con questo strazio di abitudine. Ti passa davanti un po’ tutto, ma soprattutto persone. Le odi. Le odi tanto per l’assenza e le parole che non sanno, ma ti aspetti. “Che hai, che succede?” Stronzate, ma così importanti. Allora pubblica una tua foto, mostra i tuoi pettorali, scrivi un bel pensiero romantico. Si accorgeranno di te. Dio mio, che schifo. Si chiama indifferenza, egoismo. Ti abbraccio forte, mio diario, oggi è una di quelle sere.

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2 comments

  1. Ora che mi ci fai pensare…
    Appena approdata sui social le persone scrivevano… abbraccio, bacio, a presto…
    Boh…io non riuscivo proprio e anche ora faccio una fatica immensa.

    Buona serata, scusa la divagazione…

    Mi piace

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