La gita

I bambini sono creature meravigliose. Quando però i pendolari del 7 e 18 (treno ad alta frequentazione) si sono visti sbarrare le porte di due vagoni ( già il treno era corto) perché riservati ai bimbi del Museo Egizio, ho notato alcuni di noi trasformarsi in Erode. Io le gite le facevo in pullman e non scassavo le balle a nessuno. E’ stata la volta buona che mi sono accomodato sul posto lato finestrino ed era una vita che non accadeva. La tecnica del pendolare esperto prevede di accomodarsi sul corridoio per avere spazio libero in vista dell’avvicinamento alla stazione. Mi sono infilato gli auricolari ed è stato più che naturale non staccare gli occhi dal mondo esterno. Che strana sensazione. Sono anni che faccio ‘sta vita eppure mi sembrava di vedere gli alberi, le colline, le case come fossero lì, da toccare. Stupidaggini. Però se ci pensate, è bastato un solo nuovo punto di vista, dopo anni, a regalarmi una nuova emozione. Piccola, insignificante, ma nella mia testolina intasata di pensatore, si è trattato di un alito di aria fresca. Tutto qui. Comunque di ogni gita scolastica il ricordo più vivo è il posto in fondo al pullman.

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2 comments

  1. “è bastato un solo nuovo punto di vista, dopo anni, a regalarmi una nuova emozione. Piccola, insignificante, ma nella mia testolina intasata di pensatore, si è trattato di un alito di aria fresca.” …. io tifo per te! Pian piano magari da insignifacanti diventano più massicce le emozioni. Night! R

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