L’isola felice

Fare cose lentamente è una piacevole eccezione in una vita che sempre più ci rende schiavi del tempo. Ad esempio ritrovarsi a passeggiare per le vie del proprio quartiere sotto il sole del tardo pomeriggio, sentire il profumo di primavera, alzare lo sguardo, notare cose, particolari, luoghi della propria infanzia. Tutto lentamente. Ecco un modo umano di concludere la settimana e ritrovare un po’ di pace con se stessi. Non serve nulla di speciale soprattutto quando hai capito che l’essenziale è tenersi a galla. Sono passato davanti ad una pizzeria, ho letto i menù, dato una sbirciata ai tavoli all’interno; mamma mia quanto tempo non ci metto piede là dentro. Sono lontano migliaia di anni luce dalla vita del weekend, almeno quella tipica. Una volta mi lamentavo di ridurre tutto ad una cena in compagnia, neanche poi gradita. E mi sono messo in testa che il mio tempo è prezioso , troppo importante per sprecarlo con gente che non mi esalta. Alla fine, lentamente, ho smesso di uscire, di vedere persone. Sono sicuro che dovesse capitare, mi sentirei a disagio, come un alieno. Quindi sto bene, è tutto normale oppure il mio mondo è la peggiore delle isole felici?

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