L’ultimo rifugio

Una volta era un’isola felice, l’ultimo rifugio, l’abbraccio da cui lasciarsi avvolgere con fiducia. Ora sono mani che stringono il collo fino a togliere il fiato. Avvicinarmi alla notte adesso mi spaventa. L’ultima è stata la peggiore di tutte. Toglietemi tutto ma non la notte: occchi chiusi sul mondo ed interruttori del cervello spenti. Sarà che ho esaurito i sogni? Se mi rubate la notte sono finito. Parliamo della famosa punta dell’iceberg, di quello che si vede e si sente ed è sotto gli occhi di tutti. Pochi conoscono cosa sta sotto l’acqua ma a dire il vero nemmeno io lo so completamente. C’è un mucchio di cose che fanno un’unica cosa: sofferenza e impotenza. Potrai essere una roccia, avere muscoli invidiabili, mostrare sorrisi a iosa, far strabuzzare gli occhi per la resistenza fisica e mentale ma i nervi, se sono deboli sei spacciato. E quasi sempre lo sai solo tu perché tu da solo ne devi venire fuori. Cerchi la soluzione e la soluzione c’è ed è lì. Non ti viene servita, non la puoi aspettare ma la devi afferrare. La paura fotte gli uomini e quelli come me che di paura si nutrono ogni giorno, lo sanno bene.

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4 comments

  1. Enzo allora fai un salto di fede … smetti di nutrirti di paura. E cambia alcune cose. Se aspetti che sia il destino o un blog o Dio a darti una mano stai fresco …il blog può essere una cornice, ma sei tu che devi fare il disegno. Enzo fai qualcosa… la vita non è eterna. Romeo.

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