Gatti

In questi giorni di assenza dal lavoro ho rinforzato la mia già solida relazione con le quattro mura di casa. Ho persino fatto amicizia con i gatti che popolano il cortile del palazzo dove abito; ce ne sono due: uno grigio, grasso e selvaggio ed uno bianco, smunto e triste. Hanno due storie diverse. Io conosco quella del “secco”, da sempre vissuto in appartamento ed ora tristemente abbandonato a se stesso. La sua padrona è morta e lui miagola in continuazione davanti al balcone al piano terra. L’altro invece se ne frega perché non si è mai sentito di proprietà di qualcuno. Mi sono affezionato al gatto bianco ma invidio non poco quello grigio. Nella loro presunta personalità ritrovo rispettivamente ciò che sono e ciò che vorrei tremendamente essere. Storie di gatti, storie di uomini. Rifletto sull’importanza dei sentimenti e della forza che sanno infondere in ognuno di noi; al tempo stesso mi rendo conto dell’esigenza di saper “gestire” il nostro “ego” per riuscire a mantenere la distanza di sicurezza e non rinunciare alla nostra dignità. Si può miagolare in eterno? E si può starsene per conto proprio vantandosi di non appartenere a nessuno? La via di mezzo ci salverà. Basta trovarla.

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