I miei miracoli

Si dice che i nostri genitori, invecchiando, diventino bambini. Si dice anche che una mamma alleva cento figli ma cento figli non sono in grado di accudire una madre. Quando mamma e papà si avvicinano inesorabilmente alla fine dei loro giorni, se sono fortunati, troveranno altri genitori disposti ad accudirli. I figli ad un certo punto servono a questo. Io non sono in grado di svolgere questo compito: vivo con loro e meriterebbero tutto l’amore del mondo. Faccio totale autocritica: spesso mi ritrovo ad essere infantile, stupido, piagnone. E fragile. In quell’esatto momento guardo loro e vedo due rocce anzi due montagne. Mi vergogno di quello che mi hanno saputo dare e non sono stato in grado di restituire. Vorrei solo trasmettere loro un senso di protezione, di presenza vera ed invece mi ritrovo quasi in fasce, bisognoso di carezze. Cosa pretendo ancora da loro? E’ giusto vergognarmi del mio stato? Ancora fatico a realizzare che nella mia vita sono capitati due miracoli: si chiamano mamma e papà. E niente, oggi ascoltavo una canzone ed ho pensato a questo articolo: alle cose belle della vita che capitano ogni giorno. Ai miei miracoli.

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