Scatole mobili

C’è ancora da meravigliarsi in questa vita. Stamattina al risveglio mi sentivo un leone e per il solo fatto di aver dormito sette ore di fila. Da quanto non accadeva! Qualcuno al lavoro deve essersene accorto avendo ritrovato d’un botto il collega logorroico e acido di sempre. C’è da stupirsi anche di fronte a quelle grandi macchie gialle che rompono il verde acceso dei prati, lungo il mio viaggio di ritorno. I campi di colza! Se proprio non puoi aprire la bocca in segno di stupore, ti basta un accenno di sorriso. Ci sono buoni motivi per credere esista qualcosa di cui stupirsi positivamente. Ci tengo a ricordare che i viaggiatori seriali come me, perennemente ancorati ad uno squallido sedile di un lercio vagone, sono esseri romantici. La routine ci trasforma in tanti piccoli robot, è vero. Ma i pendolari sono tristi, chiusi in quelle scatole mobili , costretti ad immaginare sempre qualcosa che li trasporti altrove. C’è dunque da meravigliarsi anche di questo. Pensatori, piccoli scrittori, osservatori, mica solo automi con la valigetta. Oggi scrivo senza filo logico (solo oggi?) ma l’importante è lasciare qualcosa.

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