A corto di parole

In questi giorni il diario è stato muto e da quanto mi sto accorgendo (difficoltà estrema a far scorrere le dita sui tasti), continuerà a non parlare ancora per un po’. Non mi escono le parole, non riesco a costruire frasi di senso compiuto ed esprimere un concetto sembra difficile come scalare una montagna. Credo sia una fase. A volte le parole non sono tutto anzi, sono niente. In sei anni di onorata carriera non ricordo un tempo così lungo di assenza dal blog. Lo dico come se mi stessi scusando ed il fatto di scrivere fosse una sorta di prescrizione medica. Quel che prima mi veniva naturale ora sembra richiedere un manuale di istruzioni: un po’ come se d’improvviso disimparassi ad andare in bicicletta. Ora non so se tutto ciò alla fine sia sintomo di un benessere interiore che porta con sé la non necessaria esposizione dei propri problemi al mondo. Può darsi. Sono tornato per provare a capire se fossi ancora capace di comunicare. Non è cosa. Qualcosa sta capitando e come sempre accade, ce ne accorgiamo quando dobbiamo fare i conti con le conseguenze. Torno alle mie cose.

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5 comments

  1. Ciao,
    non sono d’accordo 🙂
    “spaccare il capello in quattro”- non vuol dire spaccare tutto (ne di quel che e dentro, ne di quel che e fuori).

    “quando si è sereni allora non si ha più niente da dire.”- non si ha o non si vuole?
    Buona serata a te!

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  2. Ciao Enzo! Per prima cosa: come stai? Avevo capito che stavi attraversando una fase un po particolare e per questo nel ringraziarti per gli auguri per il mio compleanno avevo accennato un timido “come stai? ” che è rimasto senza risposta … poi il giorno stesso ho letto della tua decisione di non scrivere per un po e allora ho avuto conferma che il tuo era un periodo particolare. …secondo me non devi dare un eccessivo peso al fatto che non trovi spunti o l’energia per scrivere: tutti noi attraversiamo delle fasi. Non solo. Penso che il fatto che tu non voglia scrivere in questo momento è comunque un segnale che il tuo blog non è solo una abitudine. ..non scrivi per abitudine ma per necessità e ispirazione. ..e questo secondo me è positivo! non mi dilungo oltre. ..farai come sempre quello che è meglio per te

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    1. Carissima! Innanzitutto mi scuso per la mancata risposta. Credimi, a volte è solo distrazione. Hai colto come sempre nel segno del problema. Si, sto attraversando una fase “particolare” in cui mi sento bene ma, al tempo stesso, la cosa mi lascia un po’ spaesato. Sarà che dopo anni ho capito che si può affrontare la realtà senza per forza doverla analizzare in ogni sua parte. Hai ragione quando dici che la mancanza di stimoli è segno di come il blog sia poi espressione di ciò che sento e non una sorta di appuntamento fisso al quale non si può mancare. comunque ciò che conta è vivere per quanto possibile ogni giorno con semplicità. Sarà ovvio e retorico ma di questi tempi, raro! Un forte abbraccio. Enzo

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    1. Ciao cara, certo che no. Il mio blog nasce come strumento di analisi interiore e chi fa come me appunto, autoanalisi, ha una spiccata predisposizione a “spaccare il capello in quattro”. Generalmente in questi casi emergono gli aspetti più difficili della personalità; quando si è sereni allora non si ha più niente da dire. O almeno è la mia sensazione 🙂 Buona serata!

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