Rumori molesti

Oggi la carrozza sembrava la piazza del mercato. Ci sono giorni in cui non hai voglia di pomparti la musica nelle orecchie e sarebbe anche bello poter scegliere di dormire oppure leggere un libro. Chi non viaggia tutti i giorni non può capire cosa significhi stare a contatto diretto ( e forzato ) con la gente. Chi non lavora al pubblico non può capire quanto ciò sia deleterio per la propria salute. Alla fine non puoi non diventare misantropo. Lo ripeto da tempo e avevo voglia di ribadirlo. Mi sarebbe piaciuto poter registrare un audio: c’era una tipa di fronte a me che non ha smesso un attimo di parlare raccontando del suo ragazzo, del suo gatto e di quanto odia i culturisti. L’altro urlava cercando di far capire che non avrebbe potuto cambiare orario di lavoro. Un frastuono di fondo tutto Italiano. Ma quanto siamo maleducati ed irrispettosi? Non solo noi, ovviamente. La mia mente regge in forza di un ritrovato vigore fisico che mi porta oltre le difficoltà quotidiane: lo sportello, i capi, le solite scartoffie, i colleghi insopportabili. Sono piuttosto avulso dai colloqui virtuali, non perché non mi importi ma semplicemente non me la sento di smanettare il cellulare dopo otto ore di videoterminale. Insomma, cerco pace e se voglio la trovo. A bassa voce dico: ecco la ripartenza!

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