Volume basso

Sono finite le scuole e solo un pendolare può capire la gioia che si prova. E’ come se abbassassero di colpo il volume di una radio che ti pompa i bassi nelle orecchie, quotidianamente. Avete provato a visitare la vostra città di notte, magari a fotografarla? Non vi sembra un’altra? Gli spazi si fanno più ampi, persino gli edifici appaiono sotto un’altra luce. Il sottofondo rumoroso continua invece ad accompagnare le mie giornate al lavoro; l’ufficio è un porto di mare. I colleghi entrano ed escono incuranti se tu sei impegnato perché esigono risposte alle domande. E’ vero, io sono un tuttologo. Non voglio buttarmi giù ma in un contesto modesto, si fa presto ad emergere. Stasera ho molto sonno e mi ha fatto piacere passare di qui per lasciare due pensieri; forse ho ritrovato un po’ di stimoli mentre mi sto allontanando sempre più dalle conversazioni virtuali. Penso ad una cosa sola: ricaricare le batterie. La sensazione è di non riuscire a fare nulla di ciò che mi piace: solo lavoro e attesa di qualcosa. Ma nel frattempo, nient’altro. Se vivi la giornata, la percezione del tempo che sfugge è ancora più evidente.

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