Stupidi numeri

Io sono quel tipo di persona che ha bisogno di mille prove per credere a qualcosa. Ad esempio, ho avuto molte dimostrazioni del fatto che certi capi se ne fottono delle capacità e dei meriti dei propri sottoposti, eppure ho continuato per la mia strada. Mi sono impegnato, sono stato preciso e diligente, a volte “tignoso” ma tutto, per naturale predisposizione. Non si tratta di amare il proprio lavoro, si tratta di essere una persona seria e responsabile come credo di rappresentare. Oggi sono stato rimproverato per aver “acceso” una polemica inutile. In poche parole mi è stato detto di non rompere i coglioni e smetterla di fare il pignolo a tutti i costi. Loro vogliono l’azzeramento dei cervelli. Loro vogliono che si faccia l’impiegato con il prosciutto sugli occhi. Io mi posso sforzare in tal senso e diventare il cretinetti di turno, magari scopro il mondo nuovo dell’ignoranza e dell’inettitudine. A volte mi sento ostaggio della stupidità e ciò che mi circonda mi rende ogni giorno più povero. Chissà se sono riuscito a raccogliere prove sufficienti a capire che non serve ad un cazzo essere bravi. Ragazzi, non serve a niente. Vi vogliono stupidi numeri. Almeno in silenzio, se proprio non potete farlo a voce, mandateli a fanculo. Ogni giorno, alla fine del giorno. Vi aiuterà.

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2 comments

  1. Caro Enzo, questo tuo articolo, mi fa rivivere gli ultimi tempi passati in quello che una volta chiamavo “ufficio”. Come sempre, sono le persone che fanno un ambiente e oggi quelli che sono i tuoi colleghi, non sono più persone, sono burattini, falsi e ipocriti, guidati da inetti, presuntuosi e incapaci capi. Non sentirti più povero, ma al contrario sentiti più ricco, perchè hai un cervello, un cuore e un’integrità morale che sono beni ormai introvabili. Sentiti, fortunatamente, fuori dal coro. Un abbraccio.

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    1. Carissima Laila, ne abbiamo parlato proprio pochi giorni fa. Ancora oggi ho avuto una nuova dimostrazione di quanto la capacità e la diligenza siano strumenti di cui i capi si servono per i loro scopi, senza nemmeno valutare l’ipotesi di una gratificazione. Anzi, spesso, ti ritrovi a fare i conti con un appunto od un rimprovero. Ma dove lo trovi lo stimolo a lavorare con certa gente? Beh tu mi capisci e questo mi è di grande conforto.
      Un grande abbraccio. Enzo

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