Assopimento

A volte dimentico di avere un blog. Sono giunto alla conclusione che non è un fatto negativo. Infatti vuol dire che sono in altre faccende affaccendato e si tratta di cose buone. Se fossero noie, correrei subito qui a raccontarlo. Il diario è sempre stato un barometro del mio umore e della voglia di dialogare; se lo sento lontano, vuol dire che sto bene anche in silenzio. La conseguenza è l’allontanamento dal contatto virtuale, di cui ho già detto centinaia di volte negli ultimi mesi. Mi rendo conto di non essere una persona molto affidabile. Direi che tendo ad assomigliare a quella gran parte del popolo della rete, tanto presente quanto assente a seconda dei momenti. Sono stato a Milano durante il weekend ed ogni volta che mi si presenta l’occasione di godere di presenze reali, dimentico il resto. In fondo ho sempre sostenuto che ad un certo punto, la virtualità deve trasformarsi in qualcosa, altrimenti è inevitabile l’assopimento dei rapporti. Cosa c’è di male a star bene e a voler godere dei momenti di liberazione del cervello? Nulla credo. Per cui proseguo, senza sensi di colpa e con molta voglia di andare in vacanza.

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