Peccato!

Questi post così frequenti sull’argomento lavoro sono un bella dimostrazione del mio stato di esaurimento mentale. Se fossi una persona meno istintiva e più portata a farsi scivolare addosso le cose, le vacanze arriverebbero più velocemente di quanto immagini. Invece più sto là dentro, più monta la rabbia. Dopo un anno di gente, di pretese senza senso e di succhiamenti di sangue vari, sfido chiunque a non sbottare. Un tempo me ne facevo una colpa. La mia irascibilità ha toccato livelli peggiori ma quel posto ha tirato fuori tutto il peggio di me. Lo devo confessare. Richiamando il post di ieri, devo ammettere di aver preso un bell’abbaglio salendo su quel treno. Era anche l’unico per cui si è rivelato il classico specchietto per le allodole. E’ un vero peccato che si debba lavorare per vivere. E’ un peccato che siano i soldi a muovere tutto nell’unica vita che ci è concessa. E’ un peccato dover amare il proprio Io e la solitudine solo perché il percorso che mi è stato assegnato ha previsto persone di infima caratura lungo il mio cammino. E’ un peccato buttare via certi tramonti d’estate sulla campagna; li puoi solo guardare dal finestrino. Insomma, è tutto un guardare e non toccare. Un’eterna rinuncia. Peccato.

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3 comments

  1. Il vero peccato è che una persona cosi bella dentro deve sentirsi cosi sola…
    Se mi permetti, ti lascio una poesia 🙂 Spero ti piaccia. L’ho scritta qualche mese fa, nemmeno sul mio blog non l’ho messa 🙂

    La solitudine

    Quante volte ci è capitato,

    Di sentirci soli e persi,

    Quasi sospesi nel tempo,

    O quasi fuori spazio.

    Nessuno con cui parlare,

    Nessuno con cui sognare,

    Nessuno a sentire il grido del silenzio,

    Nessuno a capire la vicinanza del precipizio…

    Nessuno a farti una carezza,

    Nessuno a dirti una dolcezza.

    Nessuno che bussi alla porta,

    Nessuno accanto che ti conforta.

    Solo tu, con le tue lacrime,

    Solo tu, in mille sfumature,

    Solo tu, con te stesso,

    A portare avanti il peso.

    Ma sempre tu hai capito che,

    Tutto quel che serve è dentro di te.

    Che più alti muri tu alzi,

    Meno uscite trovi dinanzi.

    Guarda in te, e capirai che,

    Da soli, mai non si è.

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    1. Ciao Michela, grazie per questo tuo bel pensiero. Complimenti è una poesia molto bella. Non so se sono bello dentro ma ho una certezza: percepisco le cose in modo sensibile e spesso ciò mi fa sentire in modo netto la differenza tra me e gli altri. Non è presunzione, è qualcosa che si avverte a pelle. Per fortuna ci sono ancora persone vere intorno a me. Grazie e un abbraccio.

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