E’ la vita

Quello che da tempo in ufficio chiamano “situazione d’emergenza” è a parer mio, quotidianità. Anche il delirio fa parte di questo lavoro ed è presente in varie forme: nel pensiero, nel modo di agire, in certe situazioni che rasentano il grottesco. Da qualche mese ho preso a viaggiare con la mente per attenuare il peso degli spostamenti veri e propri; in particolare la testa va all’obiettivo di mantenere dignità mentale e del corpo, supportato nel farlo dal fine “vacanze”, ormai vicino. L’altra sera mi è capitato di avere un pesante abbassamento d’umore. Mi sono messo davanti al pc e ho cominciato a guardare alcuni scatti recenti. Più li scorrevo, più li trovavo orribili; come se mi fosse venuto a mancare il mezzo di comunicazione. Domenica mi sentivo un leone, lunedì una merda. C’è come la sensazione di dover ancora dimostrare qualcosa a qualcuno per cui, l’assenza di strumenti, apre la crisi. Poi basta pensare all’idea di una dimensione parallela alla quale io (ed altri suppongo) apparteniamo. Mi riferisco al mondo dei desideri, della speranza e di quell’angolo di serenità di cui siamo fortunati a beneficiare e che spesso ignoriamo. Razionalmente mi viene da dire: “Ma che vita è questa?” E poi: “Quanto sacrificio, quante rinunce e soprattutto perché dover fare i conti con le persone che disprezzi?” E’ la vita. Che ci piaccia o no.

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