Tracce

Lasciare traccia di un’emozione è a volte doveroso. Ognuno di noi ha una diversa sensibilità per cui ciò che sto per scrivere, a qualcuno potrà sembrare sciocco ed insignificante. Il fatto è che pedalare per me è come sfidare la vita e le sue costrizioni, i limiti, le ansie. Un pugno diretto allo stomaco di un quotidiano ormai insopportabile. Sentivo di essere pronto ad una nuova uscita grazie soprattutto a quella di Domenica, quando i quadricipiti sembravano non darmi pace. L’allenamento è decisivo: due uscite in tre giorni e già mi è sembrato di volare. Peccato che la mia vita lavorativa non mi permetta il lusso di sfruttare il tempo al meglio ma le vacanze sono fatte per questo, no? Lascio traccia di questa mattina trascorsa sull’onda del motore che spinge forte e più forte della mente. Un giorno un’amica mi disse “l’inquietudine è il tuo motore”, come se avessi bisogno di stare sempre in bilico sul ciglio dell’equilibrio nervoso, per sentirmi vivo. Aveva tutto sommato ragione. Ora il mio motore sono le gambe, il dito poggiato sul pulsante di scatto. Il mio motore è soprattutto l’occhio che guarda oltre. Non mi sento guarito o cosa ma sono consapevole del potere delle cose semplici che spesso vengono ignorate. Non è facile lasciare traccia di un’emozione. Io sono solo capace ( come tutti ) di scrivere su di un foglio bianco quello che mi passa per la testa. E a volte, assomiglia alla felicità.

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