Coperta di flanella

Il vero protagonista di questa settimana è stato il freddo. A risentirne soprattutto Trenitalia. Poveri convogli, con quelle porte che non si chiudono e tu, costretto a scendere e salire proprio quando ti eri abituato al tepore. Come alzarsi due volte, come sentire due volte la sveglia. Il freddo mi ha congelato i pensieri per cui ho ridotto i problemi al fatto di arrivare a casa, cenare, dormire. L’approssimarsi della stagione senza luce mi destabilizza, mi blocca, mi rende pigro. Certo che di perditempo è pieno il mondo! In molti hanno risposto al mio annuncio per la vendita di alcuni obiettivi ma nessuno è arrivato al dunque. Allora ho considerato l’ipotesi che non è questione di qualità ma di quantità, una volta tanto. Un po’ come la volpe e l’uva. Il messaggio, porca miseria, il messaggio! Questo è il senso di una fotografia. Più scatti, più hai possibilità di riuscirci. Ora però vincono il freddo, la pioggia e qualche pensiero ombroso. Anche di pazzi è pieno il mondo! Peccato non poterne parlare per la promessa che ho fatto a me stesso ma credetemi, io di gente “normale” non ne vedo più. Voglio solo la mia coperta di flanella.

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4 comments

    1. Alessia, non c’è dubbio. La fotografia è per me, uno dei tanti mezzi per comunicare buone sensazioni al mio cuore e al cervello. Purtroppo, spesso,, mi accorgo di preoccuparmi troppo di quello che comunica agli altri. Errore! La coperta di flanella è un piccolo riparo. A volte ci sta. Un abbraccio 🙂

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